Occhio nel cielo
Per chi conosce un minimo Philip Dick, il titolo Occhio nel cielo sa di déjà-vu. Vi ricorda qualcosa Valis? Ecco, scordatevelo. L’occhio nel cielo non è un’entità aliena o soprannaturale, ma molto più semplicemente il mondo visto da una prospettiva umana. O meglio, da quattro punti di vista diversi.
In seguito ad un’esplosione in un impianto nucleare, otto persone cadono da una piattaforma e vengono investite da un fascio di radiazioni. Quando si svegliano, il sollievo di essere ancora vivi viene presto soppiantato dalla sgradevole sensazione che qualcosa di importante sia fuori posto. E in effetti il mondo che si spalanca agli occhi dei protagonisti fa parte di un universo impazzito, in cui i miracoli sono all’ordine del giorno e Tetragrammaton (Dio) rilascia interviste e registra messaggi su disco a beneficio dei miscredenti. Questa stravagante caricatura della religione islamica (con vaghe influenze cristiane) ha persino una sua guida spirituale: il profeta del Secondo Bab, capo spirituale dell’Unica Vera Fede.
Intenzionato a capire come stanno veramente le cose, Jack Hamilton, una delle otto vittime delle radiazioni, scopre che quella pseudo-realtà non è altro che il parto della psiche di qualcun altro. Qualcuno che è rimasto coinvolto nel medesimo incidente e che in qualche modo ha aperto il suo mondo interiore al prossimo, per poi farne uno strumento di dominio.
Grazie ad un ottimo lavoro di squadra, Hamilton e gli altri riescono a liberarsi. Ma di nuovo non si tratta della realtà. Stavolta si trovano in un mondo asettico e moralista, in cui uomini e donne sono asessuati e trascorrono le loro giornate perfettine a sorseggiare tè e ad organizzare pic nic. Anche questo universo, dominato da un esasperato perbenismo borghese, rispecchia il carattere di uno dei personaggi in gioco.
La storia prosegue scorrevole e divertente attraverso i successivi due mondi: uno cinico e spietato, in cui gli agguati sono dietro l’angolo e persino la propria casa può traformarsi in un mostro pronto ad uccidere; l’altro caratterizzato dall’aspro scontro finale fra capitalisti e comunisti. In entrambi i casi si tratta di un modo originale per ironizzare su due fenomeni molto sentiti ai tempi di Dick (e per certi versi ancora attuali): l’arrivismo dei nuovi arrampicatori sociali e l’esasperazione delle ideologie.
Occhio nel cielo è un romanzo che, grazie ad una straordinaria riflessione ironica, riesce a fondere insieme l’introspezione psicologica e la critica sociale. Sulle orme dei protagonisti, a noi lettori non resta che percorrere questo indimenticabile itinerario di formazione e scoperta. Con l’auspicio che gli errori del passato ci aiutino a commetterne meno in futuro.
Titolo: Occhio nel cielo
Autore: Philip K. Dick
Prezzo: € 7,50
Anno: 2003
Editore: Fanucci