Riprendo un ottimo commento di Mauro Lupi a proposito dell’ormai famoso “affaire” Pandemia-Corriere, per dire la mia su un atteggiamento che ormai sta dilagando in molti blog italiani.
Ferma restando la palese mancanza di stile da parte del giornalista del Corriere della Sera, credo che alcuni bloggers (e voglio precisare che non è il caso del simpaticissimo e bravissimo Luca Conti) soffrano spesso di manie di protagonismo quasi patologiche. Leggendo qua e là per la blogosfera si ha la sensazione di essere di fronte a campioni incompresi, fenomeni relegati a semplici blog perché la vita è stata avara di seconde chances.
I bloggers-che-vorrebbero-essere-giornalisti reprimono continuamente il loro grido di sconforto, vestendo i panni alteri di un Biagi, infarcendo i loro post con la retorica di un Ferrara, commentando i blog altrui col sarcasmo di un Mughini.
I bloggers-che-vorrebbero-essere-politici hanno sempre una soluzione ai problemi che attanagliano il nostro Paese, scimmiottando slogan e dispensando consigli a Destra e a Sinistra. Chissà come mai non sono ancora a Montecitorio.
I bloggers-che-vorrebbero-essere-manager criticano le aziende italiane, accusandole di non comprendere i cambiamenti della società, le nuove opportunità di business, le frontiere dell’economia. Meno male che ci sono loro, guru incompresi dalle intuizioni brillanti e risolutive.
Cosa c’entra tutto questo col post di Mauro Lupi? Poco o nulla. Luca fa bene a lamentarsi (e ci mancherebbe!), ma non si può pretendere il rispetto di chissà quali regole (peraltro non scritte) da parte di cacciatori di notizie professionisti, abituati a lottare in un ambiente spietato in cui chi arriva dopo è tagliato fuori. Ci vuole tempo. E d’altronde, come giustamente sostiene Lupi, dovremmo imparare a distinguere fra semplici segnalazioni e contenuti editoriali originali (le cosiddette opere di ingegno). In quest’ultimo caso non c’è giornalista che tenga di fronte alla violazione di un copyright…
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