Yahoo si arrende… forse…

Yahoo!Non è da tutti ammettere una sconfitta. Lo ha fatto Susan Decker, Chief Financial Officer di Yahoo.

“Non intendiamo essere al primo posto nella ricerca su Internet. Ci limiteremo a mantenere la nostra quota di mercato”.

Dichiarazioni che non sorprendono, dal momento Google ha il doppio delle quote di mercato di Yahoo e Microsoft. Ovviamente parliamo di search, ossia il segmento più proficuo nell’online advertising.

Siamo di fronte alla resa di Yahoo? Sarebbe stupido pensarlo. Se infatti Google deve la sua fortuna al paid search (AdWords), Yahoo si propone come vera e propria piattaforma di marketing totale, in grado di operare tanto a livello di search (Overture) quanto a livello di brand (display e sponsorships).

4 Commenti a “Yahoo si arrende… forse…”

  1. gabriele renzi scrive:

    Io non capisco questa strategia di Yahoo! è un fatto rinomato che se non si punta ad essere i migliori in un settore si finisce per perderlo del tutto.

    La mia impressione è che le dichiarazioni siano in realtà un’indicazione che Yahoo! stia effettuando uno shift dalla pura ricerca sul miglioramenteo degli algoritmi di ricerca/indicizzazione verso un nuovo modello che permetta loro di integrare in maniera rilevante i dati ottenuti dalle vari folksonomy delle comunità che hanno acquistato, pensando ad esempio a mescolare flickr con la image search, del.icio.us e upcoming.org con la ricerca normale etc etc..

    Ma chi vivrà vedrrà, come al solito.

  2. gabriele renzi scrive:

    Sicuramente lo sai già, ma finalmente sembra che quelli di Yahoo! search abbiano detto la loro

  3. Emiliano Carlucci scrive:

    Ti ringrazio per la segnalazione, Gabriele. “Siamo solo agli inizi della ricerca”… su questo non vi sono dubbi :-) Ne parlerò in uno dei prossimi post!

  4. Yahoo e l’importanza della search » Search Engine Marketing Blog » Blog Archive scrive:

    […] Avevo accennato qualche giorno fa alla presunta resa di Yahoo di fronte allo strapotere di Google in materia di web search. In realtà attorno alle dichiarazioni (sincere ma intempestive?) di Susan Decker c’è stata molta strumentalizzazione e poco buon senso. […]

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