AdWords: Un errore diffuso…

Google AdWordsAvete stilato la vostra lista di parole chiave e avete notato che per alcune di esse non ci sono competitors su Google. La conclusione alla quale giungete è che per quelle keywords pagherete sicuramente 0,01 €, ossia il minimum bid. Giusto? No, sbagliato.

Il realtà il minimum bid non tiene conto del numero di advertisers per una determinata parola chiave. Da agosto 2005, infatti, il sistema AdWords è basato sul cosiddetto QBB, Quality Based Bidding. Per farla breve, maggiore il Quality Score di una keyword, minore il minimum bid richiesto per far girare l’annuncio.

Cito:

Il punteggio di qualità è determinato dalla percentuale di clic (CTR) della parola chiave, dalla pertinenza del testo dell’annuncio, dal rendimento storico della parola chiave, dalla qualità della pagina di destinazione dell’annuncio e da altri fattori di pertinenza.

Quanto sopra può indurre a pensare che il QBB funzioni solo quando le keywords hanno acquisito uno storico relativo all’account di riferimento. Questo è parzialmente vero. Nel caso di una parola chiave mai usata all’interno del proprio account, infatti, il sistema prende in considerazione lo storico globale (ossia relativo a TUTTI gli account AdWords) che quella keyword ha accumulato nel tempo. E in base a ciò stabilisce l’offerta minima.

Una volta che la keyword inizia a girare nell’account, vale lo storico che quella parola chiave fa registrare all’interno di quel determinato account. Questo significa che per una medesima keyword un inserzionista può pagare un minimum bid diverso rispetto ad un altro advertiser.

Molto dipende, dunque, dalla performance dell’annuncio legato ad una determinata parola chiave. In sostanza è possibile arrivare a pagare il minimum bid se vengono soddisfatti pienamente i requisiti menzionati sopra.

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