Le API di AdWords
Come molti di voi sanno, da qualche mese Google AdWords ha messo a disposizione degli advertisers le proprie API, ovvero una tecnologia che consente di interrogare i database di Google e realizzare interfacce personalizzate per l’implementazione e la gestione delle campagne AdWords.
Ad un livello superficiale, le API permettono di:
- gestire le campagne pubblicitarie;
- effettuare rapporti;
- stimare il traffico.
Insomma, tutto ciò che si può fare tramite AdWords può essere ottenuto interrogando le API. Perché dunque rinunciare al “caro vecchio” pannello di controllo, al di là della comodità di realizzare un’interfaccia più in linea con le proprie esigenze e con un look & feel personalizzato? Semplice. Le API permettono tutta una serie di operazioni che hanno l’indubbio merito di favorire una gestione più efficace e veloce delle campagne.
In particolare le API consentono di:
- generare parole chiave, testo, URL e resoconti standard automatici;
- integrare i dati AdWords con altri database per realizzare sistemi di gestione finanziaria, software di ROI management, ecc.;
- sviluppare strumenti aggiuntivi e applicazioni di bid management per automatizzare la gestione degli account.
Fino al 30 giugno 2006, gli utenti API dispongono di quote fisse (o operazioni) che limitano il numero di volte cui possono accedere alla propria serie di dati AdWords. Richiedere lo status di un singolo Ad Group, ad esempio, viene conteggiato come un’operazione; aggiornare le richieste individuali su 1.000 parole chiave equivale ad un totale di 1.000 operazioni. Ogni quota è stabilita individualmente ed è calcolata sulla dimensione dell’account.
Bene. Dal 1° luglio cambierà la policy.
The current free quota system, si legge sul blog dedicato alle API di AdWords, will be replaced by a usage-based system. Under this new model, AdWords API token holders will be charged a nominal $0.25/1000 quota units consumed.
Sembra (ma vorrei approfondire la questione per esserne sicuro) che Google riserverà un trattamento diverso alle agenzie e ai clienti diretti. La deduzione deriva da questo passaggio:
Please note that certain developers, such as those who design proprietary applications to advertise their own businesses, may be exempt from a portion of these fees and terms.
Quindi chi sviluppa applicazioni proprietarie finalizzate a pubblicizzare il proprio business potrebbe essere esentato dal pagamento delle quote. Sarà vero? Così sembra.
E intanto le polemiche si sprecano…
I’ve got 25,000,000 monthly quota for free. So now I’m going to have to pay $6,250 to have the same quota? Wtf is this? Please Google, tell us it isn’t so! (dall’AdWords API Forum)