Otto errori comuni su AdWords

Google AdWordsLa pubblicità sui Motori di Ricerca (Pay per Click) si sta lentamente diffondendo anche in Italia. Provate a fare una query su Google: rispetto ad un paio di anni fa, le probabilità di trovare link sponsorizzati al di sopra e/o a destra dei risultati di ricerca organici sono ormai decisamente elevate.

Per sua concezione, il PPC favorisce un ROI più alto rispetto ad altre forme di advertising tradizionali. Ma per massimizzare il ritorno dell’investimento e sfruttare al meglio un mezzo di per sé già performante, è importante lavorare al meglio con le keywords, così da favorire l’acquisizione di traffico targetizzato.

Come? Cominciamo con l’evitare otto errori comuni che riporto di seguito.

1) Creare liste di keywords troppo lunghe.
Spesso e volentieri si tende a realizzare AdGroups con liste di keywords infinite e termini generici. Niente di più sbagliato. Se ad esempio vendete cellulari, è molto meglio inserire modelli precisi (es. nokia n70) piuttosto che keywords generiche (es. nokia). In quest’ultimo caso, a meno di non usare una lista onnicomprensiva di parole chiave “negative”, rischiate che il vostro annuncio venga visualizzato anche da persone non particolarmente interessate a ciò che proponete.

2) Omettere keywords nel testo dell’annuncio.
Quando scrivete un copy, è importante che riusciate ad inserire nell’annuncio almeno un paio di keywords principali comprese nella lista. In questo modo avrete maggiori possibilità di aumentare il CTR degli annunci.

3) Portare gli utenti sulla Home Page.
Questo errore quasi si commenta da solo. Deep link. Soltanto in questo modo potete pensare di avere un ROI elevato. A meno che non vogliate fare branding: in tal caso il ROI non sarà di certo il vostro pensiero più importante :)

4) Creare un annuncio unico per diversi prodotti/servizi.
Mi riallaccio con quanto detto nel punto 1. Inserire tante keywords in un unico gruppo è sbagliato. Se poi queste keywords appartengono a tipologie diverse di prodotti/servizi, allora lo sbaglio diventa “imperdonabile”. Dividete i prodotti/servizi e create, se possibile, un gruppo per ogni prodotto/servizio (es. un gruppo per i “Cellulari Nokia”, un altro per i “Cellulari Samsung”, ecc.). Ripeto: il segreto consiste nel creare tanti AdGroups con poche keywords. In questo modo potete essere sicuri che anche l’annuncio sarà altamente targetizzato.

5) Creare una campagna unica per diversi settori.
Inserire un AdGroup sui cellulari e uno sui forni nella medesima campagna non ha alcun senso, salvo quello di complicare nettamente la gestione dell’account. Se la vostra attività tocca diversi settori o categorie merceologiche, è bene creare una campagna per ognuno di questi. Se ad esempio avete un sito che vende prodotti di Elettronica/Informatica, potete dividere le campagne in “Telefonia”, ”Elettrodomestici”, “Informatica”, ecc. e inserire in ciascuna campagna i gruppi più consoni. Una migliore divisione di kws, gruppi e campagne favorisce una gestione più efficace delle vostre attività PPC.

6) Usare solo il broad match (corrispondenza aperta).
Per la differenza fra i vari matching di AdWords, rimando QUI. In questo caso, ciò che mi preme sottolineare è l’opportunità di sfruttare TUTTE le corrispondenze che AdWords mette a disposizione, soprattutto l’exact e il negative match. In entrambi i casi noterete un calo delle impressions, ma potete essere sicuri che le persone che giungeranno sul vostro sito troveranno esattamente ciò che volete che trovino. Il calo di impressions, inoltre, potrebbe favorire l’aumento del CTR (tasso di click sul numero di impressions), il che si ripercuoterebbe positivamente sull’annuncio, grazie ad un quality score più alto. Risultato? Potreste ritrovarvi a pagare di meno ed apparire in posizioni più elevate.

7) Non usare alcun tracking.
Se volete monitorare il vostro ROI, dovete per forza di cose dotarvi di uno strumento di tracciamento in grado di dirvi se la vostra campagna sta performando in termini di conversions. AdWords mette a disposizione Google Analytics, un sistema di statistiche molto potente e facile da installare che ha il grande pregio di essere integrato nel pannello AdWords. Ovviamente ci sono altri strumenti che possono aiutarvi in tal senso, fra i quali Atlas Search. Ad ogni modo, vi basta cercare su google “bid management” per farvi un’idea più puntuale sull’argomento.

8) Pianificare nella Rete di Contenuto senza modificare i bids.
Da qualche mese è possibile differenziare i max CPC della Search e del Content. Approfittatene! Se non lo fate, potreste ritrovarvi a pagare per qualche keywords molto più di quanto dovreste. Diminuire i bids Content non vuol necessariamente dire influire negativamente sul CTR. Al contrario, se avrete scelto bene, noterete che il CTR non ne risentirà affatto. E pagherete di meno!

E’ tutto. Buone campagne! :-)

2 Commenti a “Otto errori comuni su AdWords”

  1. nico scrive:

    come qualcuno ha fatto notare qui http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=12801 forse sarebbe stato il caso di cirtare la fonte…

    ciao

  2. Emiliano Carlucci scrive:

    Ciao Nico, premetto che ho letto il “decalogo” su un sito in lingua inglese che riportava l’intervento senza citare la fonte. Forse ho peccato di “leggerezza”, ma leggo talmente tanti articoli e news che non sempre ho tempo di ricercare accuratamente l’autore originario.

    E’ lo scotto che si paga per tenere costantemente aggiornato un blog che, per sua natura, vuole e deve informare.

    Tra l’altro vorrei farti notare che il testo è frutto non solo di un’elaborazione dell’articolo che citi, ma anche di un’interpretazione personale delle tecniche (per certi versi banali) di cui sopra.

    L’obiettivo del mio intervento è di dividere tali informazioni (scontate se vuoi) con i lettori del blog. Ad ogni modo, la prossima volta cercherò di stare più attento ;)

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