Archivio di Giugno 2006

Who rules?

Lunedì 19 Giugno 2006

Ecco come l’Economist vede la gara fra i motori di ricerca più diffusi al mondo…

Google is the Rabbit!

Un coniglio pensieroso inseguito da tante lumache indaffarate :)

Numerose battaglie alle spalle per Google, molte altre da combattere. E la competizione si fa sempre più serrata. Quali sono i meriti degli altri search engines?

Yahoo punta decisamente sul social network. Ask sostiene di avere un algoritmo addirittura migliore del Page Rank, in quanto basato sulla popolarità che una determinata pagina gode fra gli esperti del settore cui si riferisce. MSN cerca di competere comprandosi tutti i “guru” disponibili sul mercato.

Nel frattempo i ragazzi di Mountain View si credono i migliori e sembrano non avere ancora una precisa strategia. Almeno così la pensa Chris Sherman, di SearchEngineWatch.

Sarà questo il loro tallone d’Achille?

Aggiungi Google Calendar sul tuo sito

Lunedì 19 Giugno 2006

GoogleVi piacerebbe condividere i vostri impegni con gli utenti del vostro sito web? Niente di più facile con Google Calendar. Se volete sapere come, Google Blogoscoped ve lo spiega… QUI!

Online Adv: 20 miliardi di dollari nel 2006

Domenica 18 Giugno 2006

WebmarketingNel 2006 l’advertising online (display + search) raggiungerà il 12% della spesa pubblicitaria USA (circa 161 miliardi di dollari).

Un buon passo in avanti rispetto ad un anno fa, quando la pubblicità online negli States rappresentava il 10% dell’investimento pubblicitario complessivo.

Così prevede TNS Media Intelligence.

Anche PowerPoint diventa web based

Domenica 18 Giugno 2006

GoogleDopo Excel (Google Spreadsheet) e Word (Writely), tocca a PowerPoint. Google sta pensando di acquisire un’applicazione web based per sviluppare presentazioni in formato ppt e pps. Si parla di Thumbstacks, ma tutto è ancora in fase embrionale.

Competere con Microsoft? Anche, ma non solo. In realtà Google sta cercando di espandere la propria “social network”, così da offrire sempre più spazi ai propri advertisers.

eBay aggiunge Skype agli annunci

Domenica 18 Giugno 2006

eBayNove mesi fa eBay acquisiva Skype per 2,6 miliardi di dollari. Il motivo dell’acquisizione era abbastanza scontato, un po’ meno forse il prezzo sborsato per accaparrarsi l’applicazione :-)  

Ebbene, dopo quasi un anno, eBay si decide ad offrire Skype quale ulteriore mezzo di comunicazione fra venditori e potenziali acquirenti.

Da lunedì la nuova feature sarà disponibile per 14 categorie di eBay, in particolare l’immobiliare, l’automotive e in generale le categorie che comprendono oggetti particolarmente costosi o che richiedono approfondimenti da parte degli utenti.

Senza contare che Skype, grazie alle sue funzionalità audiovideo, può costituire un ottimo mezzo per valutare ulteriormente i prodotti in vendita.

Web 2.0: la visione di Yahoo

Martedì 13 Giugno 2006

Yahoo!E’ stata una sorpresa e un piacere ricevere l’invito personale di Yahoo! per la festa di domani a Le Biciclette di Milano. Non tanto perché non ne fossi a conoscenza (avevo già aderito all’evento qualche giorno prima come azienda), quanto perché sono stato invitato in qualità di blogger. Così recita una parte della mail:

I Blogger sono l’espressione più tangibile del Web 2.0 e Yahoo! desidera  invitarti alla presentazione. Se sei a conoscenza di altri Blogger che pensi potrebbero essere interessati alle tematiche che verranno affrontate, puoi segnalarceli ed estendere anche a loro l’invito.

Segno dei tempi che stanno cambiando. Finalmente anche in Italia i blog cominciano ad essere valutati per il ruolo di informazione e comunicazione che svolgono in ogni campo e ad ogni livello.

La rivoluzione di Google GBuy

Martedì 13 Giugno 2006

GoogleIn principio era Google Wallet, ovvero il sistema di pagamento di Google. Oggi si chiama GBuy e promette una rivoluzione in puro stile Google. Perché? Gli acquirenti che useranno il sistema di pagamento verranno portati fuori dal sito del merchant per completare la transazione. In questo modo Google potrà “catturare” i dati di e-commerce e servirsene per un targeting sempre più preciso.

GBuy verrà presentato ufficialmente il 28 giugno.

Un AdSense per eBay

Martedì 13 Giugno 2006

eBayeBay AdContext. E’ questo il nome del nuovo sistema di contextual advertising di eBay. Il funzionamento è lo stesso di AdSense. E’ sufficiente essere affiliati di eBay e inserire un codice all’interno del proprio sito web. Una volta inserito lo snippet, il sistema analizza il testo della pagina e ritorna risultati in linea con il contenuto della stessa.

Come per AdSense, il modello economico è quello del revenue share. Ma mentre i siti del network AdSense vengono pagati a click, gli affiliati di eBay guadagneranno solo a sale, ricevendo fino al 60% sul valore della vendita.

USA: A Google il 59 percento delle ricerche

Domenica 11 Giugno 2006

Motori di RicercaA maggio Google consolida il suo primato di motore di ricerca più usato negli States. Col 59% delle ricerche (fonte Hitwise), il motore di Mountain View stacca Yahoo (22%) e MSN (12%). Nulla di sorprendente, per carità, ma è il trend che dovrebbe far riflettere: negli ultimi 3 mesi, infatti, Google ha incrementato la propria leadership di un paio di punti percentuali, nonostante ad inizio anno la competizione sembrasse leggermente più serrata.

C’è da auspicare che in un futuro nemmeno troppo remoto, gli altri players riescano a trovare un modo di “bilanciare” un mercato che ormai appare risucchiato in una situazione di monopolio. E pensare che negli Stati Uniti, paradossalmente, Google detiene una leadership persino più “blanda” rispetto a quella di altri Paesi. Senza scomodare il nostro Paese (dove Google sfiora percentuali bulgare), basti pensare che nel Regno Unito il motore di Mountain View attira il 77% delle ricerche complessive!

Otto errori comuni su AdWords

Domenica 11 Giugno 2006

Google AdWordsLa pubblicità sui Motori di Ricerca (Pay per Click) si sta lentamente diffondendo anche in Italia. Provate a fare una query su Google: rispetto ad un paio di anni fa, le probabilità di trovare link sponsorizzati al di sopra e/o a destra dei risultati di ricerca organici sono ormai decisamente elevate.

Per sua concezione, il PPC favorisce un ROI più alto rispetto ad altre forme di advertising tradizionali. Ma per massimizzare il ritorno dell’investimento e sfruttare al meglio un mezzo di per sé già performante, è importante lavorare al meglio con le keywords, così da favorire l’acquisizione di traffico targetizzato.

Come? Cominciamo con l’evitare otto errori comuni che riporto di seguito.

1) Creare liste di keywords troppo lunghe.
Spesso e volentieri si tende a realizzare AdGroups con liste di keywords infinite e termini generici. Niente di più sbagliato. Se ad esempio vendete cellulari, è molto meglio inserire modelli precisi (es. nokia n70) piuttosto che keywords generiche (es. nokia). In quest’ultimo caso, a meno di non usare una lista onnicomprensiva di parole chiave “negative”, rischiate che il vostro annuncio venga visualizzato anche da persone non particolarmente interessate a ciò che proponete.

2) Omettere keywords nel testo dell’annuncio.
Quando scrivete un copy, è importante che riusciate ad inserire nell’annuncio almeno un paio di keywords principali comprese nella lista. In questo modo avrete maggiori possibilità di aumentare il CTR degli annunci.

3) Portare gli utenti sulla Home Page.
Questo errore quasi si commenta da solo. Deep link. Soltanto in questo modo potete pensare di avere un ROI elevato. A meno che non vogliate fare branding: in tal caso il ROI non sarà di certo il vostro pensiero più importante :)

4) Creare un annuncio unico per diversi prodotti/servizi.
Mi riallaccio con quanto detto nel punto 1. Inserire tante keywords in un unico gruppo è sbagliato. Se poi queste keywords appartengono a tipologie diverse di prodotti/servizi, allora lo sbaglio diventa “imperdonabile”. Dividete i prodotti/servizi e create, se possibile, un gruppo per ogni prodotto/servizio (es. un gruppo per i “Cellulari Nokia”, un altro per i “Cellulari Samsung”, ecc.). Ripeto: il segreto consiste nel creare tanti AdGroups con poche keywords. In questo modo potete essere sicuri che anche l’annuncio sarà altamente targetizzato.

5) Creare una campagna unica per diversi settori.
Inserire un AdGroup sui cellulari e uno sui forni nella medesima campagna non ha alcun senso, salvo quello di complicare nettamente la gestione dell’account. Se la vostra attività tocca diversi settori o categorie merceologiche, è bene creare una campagna per ognuno di questi. Se ad esempio avete un sito che vende prodotti di Elettronica/Informatica, potete dividere le campagne in “Telefonia”, ”Elettrodomestici”, “Informatica”, ecc. e inserire in ciascuna campagna i gruppi più consoni. Una migliore divisione di kws, gruppi e campagne favorisce una gestione più efficace delle vostre attività PPC.

6) Usare solo il broad match (corrispondenza aperta).
Per la differenza fra i vari matching di AdWords, rimando QUI. In questo caso, ciò che mi preme sottolineare è l’opportunità di sfruttare TUTTE le corrispondenze che AdWords mette a disposizione, soprattutto l’exact e il negative match. In entrambi i casi noterete un calo delle impressions, ma potete essere sicuri che le persone che giungeranno sul vostro sito troveranno esattamente ciò che volete che trovino. Il calo di impressions, inoltre, potrebbe favorire l’aumento del CTR (tasso di click sul numero di impressions), il che si ripercuoterebbe positivamente sull’annuncio, grazie ad un quality score più alto. Risultato? Potreste ritrovarvi a pagare di meno ed apparire in posizioni più elevate.

7) Non usare alcun tracking.
Se volete monitorare il vostro ROI, dovete per forza di cose dotarvi di uno strumento di tracciamento in grado di dirvi se la vostra campagna sta performando in termini di conversions. AdWords mette a disposizione Google Analytics, un sistema di statistiche molto potente e facile da installare che ha il grande pregio di essere integrato nel pannello AdWords. Ovviamente ci sono altri strumenti che possono aiutarvi in tal senso, fra i quali Atlas Search. Ad ogni modo, vi basta cercare su google “bid management” per farvi un’idea più puntuale sull’argomento.

8) Pianificare nella Rete di Contenuto senza modificare i bids.
Da qualche mese è possibile differenziare i max CPC della Search e del Content. Approfittatene! Se non lo fate, potreste ritrovarvi a pagare per qualche keywords molto più di quanto dovreste. Diminuire i bids Content non vuol necessariamente dire influire negativamente sul CTR. Al contrario, se avrete scelto bene, noterete che il CTR non ne risentirà affatto. E pagherete di meno!

E’ tutto. Buone campagne! :-)


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