Archivio di Luglio 2006

Google misura e comunica i clicks fraudolenti

Giovedì 27 Luglio 2006

Google AdWordsFumo negli occhi per i più incalliti detrattori di Google o reale punto di svolta nella lotta contro il click fraud? In qualunque modo la pensiate, la notizia è importante.

AdWords ha lanciato una nuova feature in grado di monitorare in tempo reale i clicks fraudolenti all’interno del proprio account.

Facendo un semplice rapporto di Rendimento Campagna o Rendimento Account, è possibile ottenere il numero di clicks non validi e valutarne la percentuale rispetto alla campagna o all’account.

In sostanza, si legge nel Centro Assistenza, ”Google esamina diversi dati per ciascun clic, inclusi indirizzo IP, ora del clic, eventuali clic duplicati e diversi altri pattern di clic. Il nostro sistema analizza quindi questi fattori per tentare di isolare e filtrare i potenziali clic non validi”.

I clicks filtrati, ovviamente, non vengono addebitati agli inserzionisti. E non è tutto. Gli advertisers potranno ricevere un credito per i clicks non validi sfuggiti al rilevamento automatico. Questo credito verrà visualizzato nella pagina “Riepilogo pagamenti” della sezione “Account personale” con il nome “Rettifica - Qualità dei clic”.

Leggo su Punto Informatico che secondo uno studio condotto dal Alexander Tuzhilin, professore di informatica presso la New York University, “la strategia adottata da Google per combattere le frodi sui click è ragionevole”. Insomma, i filtri utilizzati da Google dovrebbero far dormire agli inserzionisti sonni tranquilli.

Si tratta di un duro colpo per quelle aziende che hanno trascinato in tribunale i ”guys” di Mountain View, rei, secondo loro, di non aver fatto abbastanza per arginare il fenomeno.

Google domina e raddoppia i profitti

Lunedì 24 Luglio 2006

GooglePer l’undicesimo mese consecutivo Google continua ad aumentare la propria quota di mercato. A giugno 2006 il motore di Mountain View ha portato a casa il 44,7% delle ricerche US, contro il 36,9% di giugno 2005.

In calo rispetto ad un anno fa Yahoo (-1,9%), MSN (-2,9%) e Ask (-0,9%).

L’inesorabile aumento delle quote di mercato (non solo USA) e i massicci investimenti in Ricerca e Sviluppo hanno avuto ripercussioni positive sui risultati economici e finanziari di Google nel Q2 2006.

In confronto ad un anno fa, Google ha toccato quasi 2,5 miliardi di dollari di revenue (+77%), aumentando contestualmente il peso dei propri siti rispetto ai cosiddetti partners di ricerca. I siti di Google hanno infatti generato $1,43 miliardi di fatturato (+94%), mentre i partners hanno totalizzato $212 milioni (+56%).

Yahoo rinvia Project Panama

Giovedì 20 Luglio 2006

Yahoo!Bisognerà aspettare la fine dell’anno o più probabilmente l’inizio del 2007 per il lancio di Project Panama, la nuova piattaforma di advertising di Yahoo. Secondo il CEO Terry Semel, gli ingegneri avrebbero bisogno di più tempo per testare il sistema con i clienti.

Gravi le ripercussioni in borsa. Il rinvio del lancio della nuova piattaforma pubblicitaria e il tonfo degli utili nel secondo trimestre hanno determinato un crollo del 18% delle azioni di Yahoo.

Q2: Adv Online cresce del 14%

Mercoledì 19 Luglio 2006

Web AdvertisingLeggo su Mediapost che secondo uno studio condotto da InsightExpress per Deutsche Bank, gli investimenti in pubblicità online nel Q2 sono aumentati del 13,8% rispetto al Q1. Il paid search fa segnare un +1,3%.

Il 32% del budget è stato allocato sui grandi portali: Yahoo (15%), MSN (10%) e AOL (7%). I siti di informazione hanno acquisito il 31% degli investimenti, mentre gli ad networks l’11%.

Per quanto riguarda il paid search, Google ha catalizzato il 65% della spesa, lasciando a Yahoo il 25% e a MSN l’8%.

Internet contro TV

Mercoledì 19 Luglio 2006

WWWLa lotta è ancora impari.

Secondo Magna, il 32% della popolazione US non avrà una connessione ad Internet nemmeno per il 2010! Questo significa che la TV non a pagamento costituirà ancora per un quinquennio il mezzo principe per raggiungere la massa.

Tutto dipende dal Wi-Fi, sostiene Magna. Se verranno introdotte aree municipali in cui potersi collegare gratuitamente, la diffusione di Internet potrebbe espandersi e raggiungere i livelli della TV.

AdWords via radio?

Domenica 16 Luglio 2006

Google AdWordsSembra che Google sia intenzionato a veicolare pubblicità via radio.

Nulla di sensazionale se pensiamo ai tentativi già fatti con la carta stampata. Ma è pur sempre un’ulteriore conferma (semmai ve ne fosse ancora bisogno) della direzione intrapresa dalla società di Mountain View, ormai a tuti gli effetti una media company.

Ma torniamo in topic. Leggo su MarketingVox che alcuni inserzionisti avrebbero ricevuto da Google un questionario interamente dedicato alla comunicazione radiofonica. Secondo alcune speculazioni, gli advertisers accederebbero ad un’interfaccia tramite la quale fornire l’ad text a Google, indicando l’enfasi, il tono di voce e le pause in concomitanza di determinati passaggi o parole.

Sarò poi compito di una casa di produzione generare il radiocomunicato.

Semplice, no?

YSM continuerà a dare informazioni sui bids

Giovedì 13 Luglio 2006

Yahoo Search MarketingCome già anticipato e confermato, Yahoo Search Marketing presto si avvicinerà ad AdWords, inserendo parametri qualitativi quali il CTR e la rilevanza dell’annuncio. A differenza di Google, però, Yahoo continuerà a fornire le informazioni sui bids. Almeno questo è quanto leggo sul forum di Search Engine Watch.

Attendiamo sviluppi.

AdWords: Aggiornato l’algoritmo del Quality Score

Martedì 11 Luglio 2006

Google AdWordsNuovo update per il parametro che regola il Quality Score, ossia quell’insieme di fattori (CTR della parola chiave su Google, pertinenza del testo dell’annuncio, rendimento storico della parola chiave su Google, qualità della pagina di destinazione dell’annuncio e altri fattori di pertinenza) che influenzano non solo il bid minimo e il CPC medio delle keywords, ma anche la posizione dell’annuncio.

“Thus, over the coming days”, scrive Blake di Inside AdWords, ”a small number of advertisers who are providing a low quality user experience on their landing pages will see increases in their minimum bids. It is important to note, however, that the vast majority of advertisers will not be affected at all by this change, as they link to quality landing pages”.

Chi fornisce landing pages di qualità, dunque, non avrà di che temere. Diversa la situazione degli inserzionisti che puntano ai “soldi facili”, ridistribuendo contenuti altrui senza inserire contenuti supplementari che diano valore alle pagine.

Ma quali caratteristiche devono avere landing pages di qualità? Cito dal Centro Assistenza AdWords:

  • Imposta il link alla pagina del tuo sito che fornisce le informazioni più utili e precise sul prodotto o sul servizio offerto nel tuo annuncio.
  • Verifica che la pagina di destinazione sia pertinente alle parole chiave e al testo dell’annuncio.
  • Distingui i link sponsorizzati dal resto del contenuto del tuo sito.
  • Cerca di fornire informazioni senza richiedere la registrazione degli utenti. In alternativa, fornisci un’anteprima di ciò che gli utenti visualizzeranno quando si registrano.
  • In generale, crea pagine che forniscano informazioni valide e utili per l’utente finale. Se il tuo annuncio collega a una pagina composta prevalentemente da annunci o risultati di ricerca generici (ad esempio una directory o una pagina catalogo), fornisci informazioni supplementari oltre a ciò che l’utente può aver visto nel tuo annuncio o nella pagina prima di aver fatto clic sull’annuncio.
  • Il contenuto del tuo sito deve essere univoco (non simile o pressoché identico a quello di un altro sito).

Tutto molto più chiaro, dunque (era ora!). Sarebbe però interessante (ma forse chiedo troppo) capire come lavora l’algoritmo, ossia come e in che misura viene penalizzata la pagina nel caso in cui non rispettasse le indicazioni du Google.

Nel 2005 800 milioni di dollari di click fraud

Domenica 9 Luglio 2006

Search Engine MarketingSecondo uno studio di Outsell, nel 2005 il fenomeno del click fraud interesserebbe il 14,6% dei clicks sui links sponsorizzati, provocando agli advertisers un danno complessivo di circa 800 milioni di dollari. A questo bisogna aggiungere i 500 milioni di dollari rimasti nelle tasche delle aziende che, proprio a causa del click fraud, hanno ridotto o sospeso gli investimenti.

Insomma, oltre al danno, ecco la beffa. In tutto 1,3 miliardi di dollari, che si abbattono come un macigno su un settore già sin troppo chiacchierato.

Inutile negare che il problema esiste. Ma da qui a proclamare la fine del pay-per-click (come fa qualcuno), ce ne passa. Yahoo possiede un ottimo sistema in grado, se non di eliminare, quanto meno di arginare il fenomeno. Microsoft ammette la gravità del problema, ma MSN non è certo il motore più usato al mondo. Tutto gira, dunque, attorno a Google.

Il fatto è che a Mountain View si continua a minimizzare, considerando il click fraud come un problema ”piuttosto ristretto” e comunque “sotto controllo”. Senza contare che, in caso di frode, i rimborsi sono difficili da ottenere e tuttaltro che cospicui.

Che cosa stiamo aspettando? Difficile credere che Google sottovaluti il problema. Semmai bisogna chiedersi che cosa trattiene il trio delle meraviglie di Mountain View dall’intervenire in maniera netta e decisa. La corsa all’oro è prerogativa di ogni azienda, ma alla lunga il danno di immagine rischia di essere difficile da assorbire…

Crolla il CPK

Mercoledì 5 Luglio 2006

Secondo il Performics Report di DoubleClick, il CPK (costo per keyword) medio è passato da 0,59$ nel Q4 2005 a 0,30$ nel Q1 2006. Contestualmente è aumentato del 36% il numero di keywords attive per campagna e il numero di clicks è cresciuto del 24%.

Performics Report Q1 06


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