Google risponde al Sausage Manifesto
La risposta di Google al manifesto di Rohrs non si è fatta attendere. Ci ha pensato Shuman Ghosemajumder, responsabile del team di click quality a Mountain View. Ne riporto sommariamente i dettagli, che ho letto su SearchEngineWatch.
Punti 1-2. Google sta lavorando per promuovere sempre più trasparenza nei rapporti con gli advertisers.
Punto 3. Google investe molto più che proporzionalmente al problema.
Punto 4. Google non promuove il conversion tracking quale soluzione al click fraud, ma in quanto strumento per aiutare a far luce su eventuali episodi fraudolenti. In presenza di click fraud, è molto probabile che vi sia un abbassamento anomalo del ROI.
Punto 5. Il customer service è una priorità per Google, al punto che l’azienda adotta politiche e sistemi atti a valutare la qualità e i tempi delle risposte.
Punto 6. Google aggiunge quotidianamente ai propri siti nuovo materiale da consultare per far fronte al click fraud. Inoltre cerca di comunicare molto di più tramite i blogs e i forum pubblici.
Punto 7. Google partecipa al Click Measurement Working Group per definire alcuni parametri di partenza da condividere ed accettare. Ad esempio in cosa consiste un click da un punto di vista tecnologico. Di qui è poi possibile arrivare a definire il click fraud e i clicks non validi.
Punto 8. Google ha più volte espresso perplessità (ma va?!) sui click fraud reporting tools utilizzati da aziende terze per tracciare i clicks fraudolenti.
Punto 9. Perseguire legalmente i casi di click fraud vorrebbe dire per Google svelare metodi che potrebbero essere utilizzati proprio per alimentare il sistema fraudolento.
Punto 10. Il Click Measurement Working Group è un ottimo luogo in cui discutere la realizzazione di un Click Fraud Perp Registry.
Punto 11. Google condivide molte più informazioni di quanto non facesse in passato. I nuovi strumenti di reportistica per i clicks fraudolenti ne sono una prova tangibile.
Risposte di circostanza. In realtà Google ha tutto da guadagnare dal perverso sistema del click fraud. Almeno in tempi brevi. Il rischio è che cresca la sfiducia. Ed accanto ad essa la voglia/necessità di guardarsi intorno.
Ma, parliamoci chiaro, oggi (e pure domani) è veramente possibile prescindere da Google per essere visibili su Internet?
18 Gennaio 2007 alle 12:35
[…] E la risposta di Google non si è fatta attendere (ancora un volta rimando alla traduzione di Emiliano che già aveva tradotto il Sausage Manifesto). E’ interessante notare questo punto in particolate: Perseguire legalmente i casi di click fraud vorrebbe dire per Google svelare metodi che potrebbero essere utilizzati proprio per alimentare il sistema fraudolento. […]