Pensate come un engineer
Signori, colleghi, usciamo dal ruolo di marketers e smettiamola di pensare che tutto giri intorno a noi. Guardiamo le cose da una nuova prospettiva. Quella degli utenti? Utile, ma scontata. Proviamo, invece, a metterci nei panni dei search engine engineers. Ce lo consiglia Eric Enge in un interessante articolo su Search Engine Watch.
By stepping into the shoes of the men and women who spend their days developing ways to improve search results, we can gain a unique perspective on the world of search engine marketing.
Vi riassumo alcuni dei punti che mi hanno maggiormente colpito.
1) I migliori algoritmi sono strettamente collegati al comportamento dei Webmaster, a patto che questi ultimi non ne siano consapevoli. Nel momento in cui lo diventano, il modello inizia a collassare. La famosa frase “design sites for users, not search engines” nasce proprio da questo assunto.
2) Il concetto di link building si regge su basi molto fragili. Il valore di un algoritmo quale “Page Rank”, ad esempio, dipende dal “natural linking”, ossia dall’atteggiamento che i webmaster dovrebbero adottare a prescindere dai motori. Chi paga in cambio di un link di fatto corrompe il modello. Questo non significa che il link in questione sia di bassa qualità. Vuol dire semplicemente che il motore non riesce a valutare il valore reale del link.
3) Alla luce di quanto sopra, “Fear, Uncertainty and Doubt” servono ad aumentare la qualità del servizio che i motori offrono tanto agli utenti quanto agli inserzionisti.
Il resto lo lascio a voi. Buona lettura!