AdWords: Quality Score nel segno della trasparenza
Ormai è storia vecchia. Dopo il lancio del nuovo algoritmo nell’agosto 2005 e gli aggiornamenti di dicembre 2005, luglio e novembre 2006, Google ha nuovamente aggiornato il Quality Score. Stavolta con meno polemiche.
Non ci sono stati cambiamenti sostanziali, almeno non tali da impattare in modo drastico sulle campagne (come invece è successo in passato). Il tutto si è risolto in un aggiornamento della “prediction confidence” dell’algoritmo, ovvero della capacità di migliorare il quality score nei casi in cui i dati a disposizione di Google sono scarsi.
Il risultato è un miglior QS di partenza per gli annunci nuovi o con poco storico. Il che implica la riattivazione di molte keywords precedentemente disattivate a causa dell’aumento dei minimum bids. Nei casi di particolare “poor user experience”, per contro, l’algoritmo non avrà pietà e determinerà un aumento sostanziale dell’offerta minima.
Nulla di particolarmente eclatante, dunque. Il QS continua a prendere in considerazione lo storico delle keywords, la pertinenza di queste ultime in rapporto agli annunci, la qualità delle landing pages e altri fattori.
La vera novità, semmai, è costituita dall’introduzione della nuova colonna del Quality Score. Great, OK e Poor sono i giudizi espressi dall’algoritmo ed associati alle keywords. Ovviamente migliore il giudizio, più basso il minimum bid. Nel caso di valutazioni poco lusinghiere (spesso accade per parole chiave molto generiche), le soluzioni sono 2: provare keywords più specifiche oppure cambiare la landing page.