Archivio della Categoria 'AdSense'

Inside AdSense in Italiano

Giovedì 18 Gennaio 2007

Google AdSenseIl primo (o secondo, dovrei dire) post dublinese non poteva che parlare italiano :-)

Inside AdSense sbarca nel Bel Paese per allietare i palati sopraffini dei webmaster nostrani. Aggiornamenti, consigli e indicazioni per chi non è proprio “amico” della lingua inglese.

Buona lettura e… buon guadagno!

P.S.: siate bravi… e non alimentate il click fraud :-)

AdSense: Dove piazzare gli insiemi dei link

Lunedì 6 Novembre 2006

Gli “insiemi dei link” (link units) sono (cito dall’Help di AdSense per chi non li conoscesse) una nuova forma di pubblicità basata sul testo che offriamo ai nostri publisher AdSense. Utilizzando lo stesso algoritmo utilizzato per il targeting contestuale che associa gli annunci Google alle tue pagine di contenuti, gli insiemi dei link visualizzano un elenco di argomenti pertinenti alla tua pagina. Facendo clic su ciascun argomento viene visualizzata una pagina di annunci correlati.

Google Link Units

Dove piazzare le link units per farle rendere al meglio?

Ecco alcuni suggerimenti direttamente da Inside AdSense:

  • Immediatamente al di sopra o al di sotto del menu di navigazione o del search box del sito.
  • “Above the fold” (ossia la porzione di pagina visibile senza scrollare in basso), dove solitamente si trova il contenuto più importante.
  • Nelle posizioni indicate dalla heat map di AdSense.

Storie di ordinaria idiozia

Sabato 5 Agosto 2006

Google AdSenseD’accordo, Google sta crescendo rapidamente e ogni crescita aziendale implica una buona dose di confusione nelle dinamiche organizzative. Quando la confusione, però, cede il passo all’idiozia, ti passa la voglia di trovare qualsiasi giustificazione e vieni attanagliato da tre stati d’animo. Nell’ordine: ilarità, stupore e rassegnazione.

Ilarità. Su Search Engine Roundtable, ho trovato un articolo troppo divertente :-) In pratica un publisher AdSense ha ricevuto una mail da parte di Google che lo informava di aver rilevato dei clicks non validi provenienti dagli annunci AdWords pubblicati sul suo sito.

Il publisher si è difeso sostenendo di essere al di sopra di ogni sospetto e di non usare alcun programma di incentivazione per spingere gli utenti a cliccare sugli annunci AdWords. Ha chiesto poi a Google di fornirgli alcune indicazioni per risolvere il problema, mettendosi a disposizione e mostrando buona volontà e voglia di cooperare.

Stupore. Alla suddetta Google ha ribadito, come se niente fosse, la stessa pappardella di cui sopra, aggiungendo una minaccia inquietante…

As mentioned, if we continue to detect traffic to the Google Ads that violate the Terms and Conditions and Programme Policies, we may disable your account to protect our advertisers.

Ma mi ascolti? vuoi spiegarmi cosa diavolo devo fare per non essere carnefice e al tempo stesso vittima nel perverso sistema che quotidianamente froda milioni di inserzionisti nel mondo?

Esasperato, il publisher ha manifestato per l’ennesima volta la sua totale estraneità ai fatti e ha comunicato la sua massima disponibilità a risolvere il problema.

Rassegnazione. Per tutta risposta, Google ha disabilitato l’account del publisher.

Vi lascio con questa storia di ordinaria follia per “riabbracciarvi” a fine agosto.

Buone vacanze a chi è in partenza e buon lavoro a chi (purtroppo) resta in ufficio a sgobbare :-)

AdSense: CPC e CPM, fra mito e realtà

Giovedì 27 Aprile 2006

Google AdSenseAttorno a Google AdSense aleggiano miti che contrastano con la realtà dei fatti. Vediamone alcuni che riguardano la dialettica CPC/CPM.

Mito: Gli annunci testuali sono pagati a costo per click (CPC), mentre gli annunci illustrati a costo per mille impressions (CPM).

Realtà: Sia gli annunci testuali che quelli illustrati possono essere pagati a CPM o CPC. Quando si pubblica una campagna AdWords con targeting per sito, infatti, si imposta il prezzo massimo che si desidera pagare per ogni mille impressions ricevute dall’annuncio su tale sito. Quando invece si pubblica una tradizionale campagna AdWords basata su parole chiave, si imposta il prezzo massimo che si desidera pagare ogni volta che un utente fa clic sull’annuncio (testuale o illustrato). Poiché i due sistemi di determinazione del prezzo sono diversi, AdWords utilizza un sistema basato sul CPM effettivo o eCPM per effettuare un confronto e determinare il posizionamento. Per qualsiasi posizione disponibile dell’annuncio, i valori eCPM degli annunci basati su parole chiave vengono confrontati l’uno con l’altro e con i valori CPM massimi degli annunci con targeting per sito. L’annuncio meglio classificato otterrà la posizione più elevata e verrà visualizzato.

Mito: Se si sceglie di posizionare annunci illustrati, verranno visualizzate solo ads a CPM.

Realtà: Come detto prima, gli annunci illustrati possono essere a CPC o CPM. Quindi è perfettamente possibile visualizzare annunci illustrati a CPC. Ma fate attenzione che gli insiemi di annunci siano settati a “Annunci di testo e annunci illustrati”.

Chi usa AdSense è indicizzato meglio?

Venerdì 21 Aprile 2006

Google AdSenseC’è chi giura di no (Google incluso, ovviamente). Ma sarà vero?

AdSense bot, altresì conosciuto come “Mediapartners-Google/2.1″ o “mediabot”, è il crawler che gira sui siti affiliati AdSense. Google Bot è il crawler che indicizza tutti siti web e “costruisce” la SERP di Google. Due entità diverse e separate, dunque.

Eppure da qualche giorno sta circolando l’ipotesi che mediabot in qualche modo finisca col passare informazioni all’indice primario di Google. Jennifer ci spiega come…

AdSense: cos’è l’eCPM

Venerdì 3 Marzo 2006

Google AdSenseL’eCPM è un dato che potete trovare all’interno del vostro account AdSense. Significa Effective Cost Per Mille impressions. Si ricava dividendo il vostro profitto per il numero di impressions generate dalle ads di Google (avrete il costo per singola impression) e moltiplicando poi per 1000.

Per calcolare l’eCPM, non è necessario che il vostro sito generi più di mille impressions. Facciamo l’ipotesi di due criteri personalizzati (o custom channels), che rappresentano due insiemi di annunci diversi: chiameremo il primo “skyscraper” e il secondo “rettangolo”. Lo skyscraper totalizza 700 impressions e €3,00 di profitto. Il rettangolo ottiene 380 impressions e €2 di profitto. Dividendo il profitto per il numero di impressions e moltiplicando poi per 1000, otteniamo che lo skyscraper ha un costo effettivo per mille impressions di €4,28 e il rettangolo di €5,26.

Morale della favola: conviene puntare più sul rettangolo ;-)

AdSense: Come funziona l’AdRank

Martedì 21 Febbraio 2006

Google AdSenseCapire come viene regolata la posizione degli annunci Google nel circuito AdSense è interessante sia per i publishers che per gli inserzionisti.

Quando un inserzionista AdWords attiva i propri annunci sulla Rete di contenuto, il vostro sito può diventare una potenziale fonte di traffico per l’advertiser. Nel caso in cui vi sia corrispondenza fra i vostri contenuti e le keywords scelte dall’inserzionista, l’annuncio può competere con altre ads per apparire sul vostro sito. A spuntarla sono gli annunci con l’AdRank più alto.

Cos’è l’AdRank?

Il posizionamento di un annuncio si basa sulla posizione dell’annuncio, che è determinata dal costo massimo per clic (CPC) della parola chiave o del gruppo di annunci moltiplicato per il punteggio di qualità della parola chiave con corrispondenza. Tuttavia per le prime posizioni sopra i risultati della ricerca di Google utilizziamo il CPC effettivo dell’annuncio per determinarne la posizione.

Il max CPC dell’advertiser è, dunque, un fattore importante. Ma non è l’unico parametro. Il sistema calcola anche il cosiddetto Quality Score, così da privilegiare gli annunci che performano meglio sul vostro sito. Altri fattori che concorrono a definire il quality score sono la rilevanza dell’annuncio e il CTR (click-through rate, ovvero il rapporto fra numero di visualizzazione dell’annuncio e clicks sullo stesso).

E le immagini? Possono influire negativamente sul guadagno? Teoricamente no. Se guadagnate voi, guadagna pure Google :-) Per essere visualizzate, le immagini devono produrre un CPM (costo per mille impressions) maggiore della somma dei CPM degli altri singoli annunci in gara. In sostanza quando entrano in gioco le immagini, la base di calcolo cessa di essere il CPC e viene tutto ricondotto al CPM.

Per avere ulteriori delucidazioni, ecco la pagina da “studiare”!

AdSense: Ottimizzare i blog

Mercoledì 1 Febbraio 2006

Google AdSenseAdSense è oggi uno dei più diffusi ed efficaci programmi di contextual advertising. Due parole di spiegazione per chi legge Controrete da poco ed è alle prime armi: il contextual advertising si basa su una tecnologia che analizza il testo della pagina web e pubblica automaticamente annunci di testo e illustrati pertinenti, specificamente mirati al contenuto del sito.

Se cercate un modo semplice e veloce per monetizzare il vostro blog, le ads di Google possono rappresentare una valida soluzione. Vediamo come.

1) Scegliete i formati giusti
La struttura tipica di un blog generalmente assegna ai post uno spazio di circa 400-500 pixel di larghezza. Il rettangolo medio è particolarmente adatto ad essere inserito alla fine di ogni post. Per interventi brevi, invece, un banner può essere la scelta migliore. Se avete una sezione dedicata ai commenti, provate a piazzare un banner orizzontale in alto, poco al di sopra del primo commento.

2) Migliorate il targeting
Volete visualizzare ads adatte ai vostri post? Con il section targeting, potete visualizzare annunci mirati nelle sezioni di vostro interesse e allo stesso impedire che l’analisi testuale di AdSense prenda in considerazione zone irrilevanti del vostro blog (ad es. il menu di navigazione).

3) Customizzate i colori degli annunci
Per una migliore integrazione degli annunci nel contenuto, è possibile personalizzare le ads e adattarle al look & feel del vostro blog. Le combinazioni sono tantissime e assolutamente flessibili. Ogni pagina web, inoltre, può ospitare fino a 3 insiemi di annunci, 1 insieme di link e 1 box di ricerca. Insomma, avete a disposizione tanti strumenti efficaci per differenziarvi dagli altri e attirare l’attenzione dei vostri utenti!

AdSense testa i rich media

Domenica 29 Gennaio 2006

Google AdSenseGoogle AdSense ha coinvolto un numero ristretto di publishers per testare rich media quali interstitials, expanding ads e floating ads. Le campagne, secondo JenSense, dovrebbero essere site targeted piuttosto che contextual.

Un bel problema per realtà come Fastclick e PointRoll. Gli advertisers, infatti, comincerebbero a vedere di buon occhio AdWords anche per veicolare rich media sui siti del network AdSense (soprattutto se scelti attraverso campagne di site targeting).

Competere con Google non è impresa da poco. Se aggiungiamo i rich media ai text links e ai banners, la corazzata AdSense rafforzerebbe ulteriormente una posizione già dominante.

AdSense: Cosa fare una volta approvati?

Domenica 22 Gennaio 2006

Google AdSenseIl vostro sito è stato appena approvato da AdSense e siete pronti ad ospitare le ads di Google nelle vostre pagine web. Come procedere?

1) Consultate la guida rapida ed imparate ad accedere all’account AdSense e a customizzare il codice prima di inserirlo nel sito. Se avete dubbi sull’inserimento del codice, provate questo demo.

2) Volete aggiungere le ads di Google su più siti web? Nessun problema: il codice non è legato al sito di registrazione e funziona per qualsiasi sito (positivo per i publishers, non altrettanto per gli inserzionisti… ma questa è un’altra storia).

3) Le ads funzionano correttamente? Bene, è ora di pensare ai pagamenti. La guida di AdSense dovrebbe chiarire ogni eventuale dubbio in proposito. In caso contrario, potete dare un’occhiata al demo.

4) Ci sono ads che preferireste non avere nel vostro sito? Basta usare il filtro per bloccarle.

5) Imparate di più sulle opportunità che vi offre Google per incrementare i vostri guadagni: AdSense for search, referrals e Pubblicizza su questo sito.

6) Ottimizzate! Su Controrete ho già indicato alcuni trucchi per migliorare le performance delle ads. Per saperne di più, consultate la guida.


Chiudi
Invia e-mail