Archivio della Categoria 'AdWords'

AdWords: Rendimento termini di ricerca

Giovedì 1 Novembre 2007

Google AdWordsE’ stata introdotta da qualche mese una nuova interessante funzione su AdWords della quale ancora non ho parlato e che vorrei condividere con te.

Si tratta del Rendimento per termini di ricerca e consente di conoscere la kw esatta o la combinazione di kws che l’utente ha digitato su Google e che ha determinato la visualizzazione del tuo annuncio.

In pratica…

Se acquisti una kw con broad match (corrispondenza generica), hai la possibilita’ di attirare volumi di traffico piu’ elevati. Ad esempio, se vendi telefoni cellulari e compri la kw “cellulari” aperta, il tuo annuncio verra’ visualizzato da tutti gli utenti che digitano la kw “cellulari” + ogni altro termine associato (es. “batterie cellulari”).

Bene per il traffico, dunque, male per le conversioni. Se infatti vendi cellulari, ma non batterie, ti troverai a pagare i clicks effettuati da utenti non interessati a quello che vendi.

Sapere l’esatta combinazione di kws ricercata dagli utenti ti consente di lavorare di fino, usando il negative match (corrispondenza inversa) o migliorando il testo dell’annuncio.

Per eseguire un rapporto Rendimento termini di ricerca:

  1. Clicca sul tab “Rapporti”.
  2. Clicca su “Crea rapporto”.
  3. Seleziona “Rendimento termini di ricerca” e scegli i tipi di annunci (annunci di testo, annunci illustrati, annunci video ecc).
  4. Scegli fra le varie opzioni che ti offre la feature.
  5. Clicca su “Crea rapporto” per avviare l’esecuzione del rapporto.

AdWords: Monitorare le ads nella Rete Content

Martedì 2 Ottobre 2007

Google AdWords

Si chiama Rapporto sul rendimento della pubblicazione ed è un nuovo tipo di rapporto disponibile nel Centro rapporti AdWords che fornisce i dati sul rendimento sito per sito (clicks, impressions, costi e conversioni) per i i siti affiliati alla Rete di Contenuto in cui sono state visualizzate le ads.

Il vantaggio di visualizzare i propri annunci nella Rete di Contenuto (AdSense) consiste ovviamente nella possibilita’ di aumentare il traffico verso il proprio sito. Lo svantaggio e’ che fino a qualche tempo fa non era possibile sapere dove venivano pubblicati gli annunci, col rischio di prendere traffico non qualificato.

Il Rapporto sul rendimento della pubblicazione consente di monitorare il rendimento degli annunci che appaiono nella Rete Content e quindi agire in modo da migliorarne il ROI (magari cambiandone il testo o addirittura “blacklistando” il sito indesiderato).

Per maggiori informazioni su come creare il rapporto, cliccate QUI. Per sapere come impedire la visualizzazione dei propri annunci su particolari siti web, andate QUI.

AdWords: Ottimizzare le conversioni

Domenica 30 Settembre 2007

Google AdWordsIn principio era il CPC.

Dato un determinato Costo di Acquisizione, si impostano i CPC in modo da raggiungere il CPA desiderato. Quando quest’ultimo aumenta, si analizzano le campagne per scovare gruppi e kws poco performanti ed eventualmente si abbassano i bid. Al contrario, quando il CPA diminuisce, conviene aumentare i CPC per spingere il traffico e fare più conversioni. Il tutto a mano. A meno che non si disponga di un bid management tool o si paghi un’agenzia che fornisca tale servizio.

Oggi è il CPA.

In linea con l’ormai palese strategia di disintermediazione, Google consente agli inserzionisti di impostare un costo di acquisizione ed ottimizzare automaticamente le conversioni. Una volta settato il CPA, lo strumento per ottimizzare le conversioni gestisce i costi cambiandoli nel tempo e pubblicando gli annunci solo quando è più probabile che si realizzino delle conversioni.

Per poter utilizzare il tool, è necessario che il monitoraggio delle conversioni sia abilitato e che nella campagna si siano realizzate almeno 300 conversioni negli ultimi 30 giorni (più dati ci sono, ovviamente, più il software funziona meglio).

Maggiori informazioni QUI.

Offerta di costo preferita

Martedì 1 Maggio 2007

Google AdWordsNuova feature per Google AdWords. Ora potete definire il prezzo medio che desiderate pagare per click o per mille impressions. Al sistema il compito di raggiungere automaticamente il prezzo indicato.

Ovvie le ripercussioni sulla posizione dell’annuncio. Quest’ultimo potrebbe venir collocato entro un certo range di posizioni in base all’elaborazione del sistema per raggiungere il costo preferito.

Utilita’? Se la preferenza di posizione di AdWords e’ utile per chi ritiene che il proprio annuncio dia i risultati migliori quando viene posizionato in una determinata posizione piuttosto che un’altra, l’offerta di costo preferita puo’ essere un’opzione interessante per chi:

1) vuole avere un alto controllo delle keywords senza dover star dietro alle oscillazioni del CPC effettivo;

2) ha un’idea sufficientemente precisa di quanto vale per la propria attività ogni clic e dunque quale CPA (cost per acquisition) puo’ permettersi.

Click Fraud: i numeri di Google

Venerdì 16 Marzo 2007

Ecco la sintesi degli ultimi studi compiuti da Google e pubblicati su Inside AdWords.

Click Fraud: I numeri di Google

Il succo del discorso è questo. Mediamente meno del 10% dei clicks generati da AdWords è fraudolento. Di questi, solo lo 0,02% viene individuato “reactively”, ossia è frutto di investigazioni effettuate da Google a seguito di segnalazioni da parte degli inserzionisti. Il restante 9,98% viene eliminato “proactively”, ovvero attraverso un filtro a monte operato da algoritmi e analisi manuali.Dati che circolavano da tempo.

Meno male che in Europa per ora ci limitiamo (più o meno) a guardare.

E la telenovela continua…

AdWords: Quality Score nel segno della trasparenza

Mercoledì 28 Febbraio 2007

Google AdWordsOrmai è storia vecchia. Dopo il lancio del nuovo algoritmo nell’agosto 2005 e gli aggiornamenti di dicembre 2005, luglio e novembre 2006, Google ha nuovamente aggiornato il Quality Score. Stavolta con meno polemiche.

Non ci sono stati cambiamenti sostanziali, almeno non tali da impattare in modo drastico sulle campagne (come invece è successo in passato). Il tutto si è risolto in un aggiornamento della “prediction confidence” dell’algoritmo, ovvero della capacità di migliorare il quality score nei casi in cui i dati a disposizione di Google sono scarsi.

Il risultato è un miglior QS di partenza per gli annunci nuovi o con poco storico. Il che implica la riattivazione di molte keywords precedentemente disattivate a causa dell’aumento dei minimum bids. Nei casi di particolare “poor user experience”, per contro, l’algoritmo non avrà pietà e determinerà un aumento sostanziale dell’offerta minima.

Nulla di particolarmente eclatante, dunque. Il QS continua a prendere in considerazione lo storico delle keywords, la pertinenza di queste ultime in rapporto agli annunci, la qualità delle landing pages e altri fattori.

La vera novità, semmai, è costituita dall’introduzione della nuova colonna del Quality Score. Great, OK e Poor sono i giudizi espressi dall’algoritmo ed associati alle keywords. Ovviamente migliore il giudizio, più basso il minimum bid. Nel caso di valutazioni poco lusinghiere (spesso accade per parole chiave molto generiche), le soluzioni sono 2: provare keywords più specifiche oppure cambiare la landing page.

AdWords: CPC per il Site Targeting

Domenica 25 Febbraio 2007

Google AdWordsPer chi non lo sapesse, il Site Targeting di AdWords consente agli inserzionisti di scegliere i siti della Rete di Contenuto di Google sui quali veicolare creatività testuali e/o grafiche pagando a CPM (cost per mille impressions).

A partire da marzo Google testerà una nuova feature che permetterà agli advertisers (per ora solo US) di effettuare campagne di Site Targeting a CPC (cost per click). Il che si traduce, ovviamente, in maggior flessibilità e controllo da parte degli inserzionisti, i quali potranno da una parte pianificare in siti selezionati e dall’altra mantenere la stessa accountability che garantisce la Rete di Ricerca. A tutto beneficio del ROI.

Continua la disintermediazione…

AdWords: keywords in pausa

Lunedì 19 Febbraio 2007

Google AdWordsOttima feature da parte di Google AdWords! Da ora è possibile mettere in pausa e riattivare non solo campagne e gruppi, ma anche le parole chiave. Si colma finalmente una lacuna che costringeva gli inserzionisti ad eliminare le keywords non desiderate con l’inconveniente di perderne traccia e storico.

E’ di questi giorni, inoltre, l’aggiornamento dei parametri del Quality Score. Ne parlerò a breve. Stay tuned ;-)

Google confuta uno studio sul click fraud

Domenica 11 Febbraio 2007

Click FraudUn recente studio di Click Forensics ha dimostrato che il 14,2% dei clicks sugli annunci pay-per-click sarebbero fraudolenti.

Una situazione diversa da quanto sostenuto a suo tempo da Shuman Ghosemajumder, program manager in Google e guru del click fraud, secondo il quale la percentuale dei clicks fraudolenti non rilevati da Google si attesterebbe attorno allo 0,18%.

Chi ha ragione, dunque?

Ghosemajumder è convinto che Click Forensics abbia commesso evidenti errori di conteggio.

Ogni visita ad una landing page viene registrata da Click Forensics come un click unico. E qui risiede il problema. Quando un utente clicca su un annuncio e visita una landing page, di solito continua generalmente a navigare il sito per poi tornare indietro cliccando sul back button del browser. A questo punto la landing page viene ricaricata e Click Forensics registra quest’azione come un click fraudolento.

Così parlò Ghosemajumder.

Alla prossima puntata ;-)

Google risponde al Sausage Manifesto

Giovedì 18 Gennaio 2007

La risposta di Google al manifesto di Rohrs non si è fatta attendere. Ci ha pensato Shuman Ghosemajumder, responsabile del team di click quality a Mountain View. Ne riporto sommariamente i dettagli, che ho letto su SearchEngineWatch.

Punti 1-2. Google sta lavorando per promuovere sempre più trasparenza nei rapporti con gli advertisers.

Punto 3. Google investe molto più che proporzionalmente al problema.

Punto 4. Google non promuove il conversion tracking quale soluzione al click fraud, ma in quanto strumento per aiutare a far luce su eventuali episodi fraudolenti. In presenza di click fraud, è molto probabile che vi sia un abbassamento anomalo del ROI.

Punto 5. Il customer service è una priorità per Google, al punto che l’azienda adotta politiche e sistemi atti a valutare la qualità e i tempi delle risposte.

Punto 6. Google aggiunge quotidianamente ai propri siti nuovo materiale da consultare per far fronte al click fraud. Inoltre cerca di comunicare molto di più tramite i blogs e i forum pubblici.

Punto 7. Google partecipa al Click Measurement Working Group per definire alcuni parametri di partenza da condividere ed accettare. Ad esempio in cosa consiste un click da un punto di vista tecnologico. Di qui è poi possibile arrivare a definire il click fraud e i clicks non validi.

Punto 8. Google ha più volte espresso perplessità (ma va?!) sui click fraud reporting tools utilizzati da aziende terze per tracciare i clicks fraudolenti.

Punto 9. Perseguire legalmente i casi di click fraud vorrebbe dire per Google svelare metodi che potrebbero essere utilizzati proprio per alimentare il sistema fraudolento.

Punto 10. Il Click Measurement Working Group è un ottimo luogo in cui discutere la realizzazione di un Click Fraud Perp Registry.

Punto 11. Google condivide molte più informazioni di quanto non facesse in passato. I nuovi strumenti di reportistica per i clicks fraudolenti ne sono una prova tangibile.

Risposte di circostanza. In realtà Google ha tutto da guadagnare dal perverso sistema del click fraud. Almeno in tempi brevi. Il rischio è che cresca la sfiducia. Ed accanto ad essa la voglia/necessità di guardarsi intorno.

Ma, parliamoci chiaro, oggi (e pure domani) è veramente possibile prescindere da Google per essere visibili su Internet?


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