Archivio della Categoria 'AdWords'

AdWords: posizione delle ads

Venerdì 7 Aprile 2006

Google AdWordsArriva la preferenza di posizione. Cosa significa lo vediamo subito.

Se pensate che il vostro annuncio performi meglio quando viene posizionato (ad esempio) al terzo posto, potete impostare una preferenza per tale posizione.

Cosa farà AdWords? Semplicemente cercherà di mostrare il vostro annuncio ogni volta che viene posizionato al terzo posto ed eviterà che venga visualizzato quando è posizionato più in alto o più in basso.

Se ovviamente l’annuncio è posizionato più in alto del terzo posto per una determinata keyword, il sistema cercherà di ridurre l’offerta per posizionare l’annuncio nella posizione desiderata.

ATTENZIONE!

La preferenza di posizione non garantisce la visualizzazione costante dell’annuncio nella posizione specificata. Nel caso, infatti, in cui l’annuncio non abbia i requisiti (quality score = cpc, ctr, landing page, ecc.) per essere visualizzato al terzo posto, non verrà spostato in quella posizione.

Per preferenza di posizione, infatti, si intende semplicemente che AdWords cercherà di visualizzare l’annuncio ogni volta che si troverà, in virtù dei propri requisiti, nella posizione preferita, eviteando di farlo negli altri casi.

Questo significa che impostare una preferenza di posizione potrebbe ridurre notevolmente il numero di impressions e clicks per quella parola chiave!

AdWords: nuovo keyword tool

Lunedì 27 Marzo 2006

Google AdWordsQualche settimana fa il keyword tool di AdWords si è arricchito di nuove funzionalità e, soprattutto, è diventato accessibile a tutti. Vediamo insieme le novità.

AdWords KeyWord Tool

Come potete vedere dall’immagine, ci sono due tab: Varianti di parole chiave e Parole chiave correlate al sito.

Cominciamo con la prima scheda.

Nell’input box in alto basta inserire una o più parole chiave per ottenere risultati sulla base delle varianti a corrispondenza generica delle keywords inserite. Sulla destra potete notare una colonna che indica il Tipo di corrispondenza (esteso, frase, esatto).

Il menu a discesa presente nell’angolo superiore destro della tabella delle parole chiave vi consente di accedere ad una serie di interessanti statistiche.

Solo parole chiave: consente di esaminare solo l’elenco delle parole chiave senza visualizzare le statistiche.

Popolarità delle parole chiave: consente di esaminare le statistiche relative alle offerte degli inserzionisti per la stessa parola chiave (Concorrenza tra inserzionisti) e le ricerche effettuate dagli utenti su Google per tale parola chiave (Volume di ricerca). Le barre verdi rappresentano un riferimento quantitativo indicativo.

Stime di costo e posizione dell’annuncio: consente di valutare il costo medio per click, la posizione dell’annuncio e il volume di ricerca per gli annunci legati alle parole chiave. Poiché le previsioni si basano sul CPC massimo inserito, per avere i dati occorre effettuare il login al proprio account AdWords e simulare la creazione di un nuovo gruppo di annunci.

Tendenze globali del volume di ricerca: consente di esaminare il Volume di ricerca medio delle parole chiave e le Tendenze del volume di ricerca. Il grafico rappresenta i trends di traffico negli ultimi 12 mesi. Le barre del grafico rispecchiano il rendimento complessivo della parola chiave nei dodici mesi.

Corrispondenze inverse possibili: consente di valutare il volume di ricerca della singola keyword onde capirne l’incidenza in caso di eliminazione della stessa.

Interessante anche la scheda Parole chiave correlate al sito, che consente agli utenti di generare elenchi di parole chiave basati sull’URL di un sito web inviato.

AdWords: clicks fraudolenti e rimborsi

Sabato 25 Marzo 2006

Google AdWordsGoogle ha più volte riconosciuto (e ci mancherebbe pure) la gravità del problema click fraud e ha sempre asserito di combattere tale fenomeno con tutte le proprie forze.

Per individuare i clicks fraudolenti, Google prende in considerazione molti elementi, fra cui:

- indirizzi IP duplicati
- sessione
- geo-targeting
- browser

E’ pur vero che nonostante l’accuratezza dei controlli, è difficile trovare ed applicare un metodo che riesca a sradicare scientificamente il problema. I modi per ingannare il sistema sono numerosi e si evolvono insieme alle contromisure adottate per arrestarli. Fatta la legge, trovato l’inganno, insomma…

D’altronde Google non sottovaluta affatto il fenomeno, quando sostiene che

“è praticamente impossibile provare che un’impression o un click vengano realizzati con prpoposito fraudolento. Se è vero che i nostri server riescono a contare i clicks sugli annunci, è altrettanto vero che non possiamo conoscere l’intenzione di un utente al momento del click”.

In tal senso e in assenza di metodi scientifici più sicuri, c’è bisogno di una più stretta collaborazione fra Google e gli inserzionisti. Occorre comunicazione da ambo le parti e, soprattutto, fiducia e disponibilità. Nonostante il successo che sta riscuotendo, Google non può e non deve perdere il focus sull’advertiser, indipendentemente dall’entità dell’investimento. E’ l’unico modo per provare che il “don’t be evil” non è solo un vuoto slogan propagandistico, ma una vera e propria filosofia che mette al centro gli utenti da una parte e i clienti dall’altra.

Ma torniamo al punto. Cosa fare se avete il sospetto che le vostre campagne siano soggette a click fraud?

A sentire Google, dovete stare tranquilli. Se ve ne siete accorti voi, è probabile che anche Google abbia ravisato il problema. In questo caso (raro a dire il vero), verranno applicati dei crediti al vostro account. I crediti per i clicks non validi sono reperibili nel riepilogo dei pagamenti alla riga Rettifica - Qualità dei clicks.

Nel caso (più probabile) che Google non abbia identificato il problema e se avete un contatto diretto col team di AdWords, ovviamente non vi resta che farvi sentire. Se invece siete “inserzionisti fai-da-te”, potete contattare il Click Quality Team compilando questo form e sperando in una pronta risposta.

Maggiori info QUI.

AdWords: Content e approvazioni

Lunedì 20 Marzo 2006

Google AdWordsVi è mai capitato di cambiare un annuncio AdWords e di constatare l’azzeramento del traffico content? Scommetto di sì. Eppure su Google l’annuncio compare regolarmente pochi minuti dopo la modifica. Perché?

Semplice. Tutto ciò che gira sui network di ricerca (siti partner di Google) e di contenuto (siti affiliati AdSense) deve essere attentamente valutato e, qualora conforme alle guidelines di Google, approvato.

Si tratta di un meccanismo che mira a tutelare i partner e affiliati di Google, i quali non hanno alcun controllo sugli annunci che visualizzano sulle proprie pagine web.

Nel caso in cui desideriate modificare un annuncio, ma non volete rinunciare al traffico content, provate a seguire questo consiglio.

Invece di editare l’annuncio, lasciatelo così com’è e createne un altro all’interno del medesimo AdGroup. Fateli girare entrambi finché l’anuncio nuovo non viene valutato ed approvato. A questo punto potete cancellare l’originale e lasciare il secondo.

AdWords: Ancora sul targeting demografico

Giovedì 16 Marzo 2006

Google AdWordsAvevo accennato al nuovo demographic targeting di AdWords quale risposta al medesimo servizio offerto da MSN adCenter. Ebbene, in realtà ci sono alcune precisazioni da fare.

Innanzitutto va detto che la fonte utilizzata da AdWords è comScore Media Metrix, società che attualmente dispone di dati demografici solo per gli utenti degli Stati Uniti. Per questo motivo, a meno che la campagna non sia destinata agli utenti US, non è attualmente possibile usare la nuova feature.

Occore poi sottolineare che il targeting demografico è completamente separato dalla Rete di Ricerca (search based advertising). I dati sono offerti, infatti, come opzione per chi usa il site targeting, ossia un prodotto connaturato alla Rete di Contenuto (contextual based advertising).

AdWords: Un errore diffuso…

Domenica 12 Febbraio 2006

Google AdWordsAvete stilato la vostra lista di parole chiave e avete notato che per alcune di esse non ci sono competitors su Google. La conclusione alla quale giungete è che per quelle keywords pagherete sicuramente 0,01 €, ossia il minimum bid. Giusto? No, sbagliato.

Il realtà il minimum bid non tiene conto del numero di advertisers per una determinata parola chiave. Da agosto 2005, infatti, il sistema AdWords è basato sul cosiddetto QBB, Quality Based Bidding. Per farla breve, maggiore il Quality Score di una keyword, minore il minimum bid richiesto per far girare l’annuncio.

Cito:

Il punteggio di qualità è determinato dalla percentuale di clic (CTR) della parola chiave, dalla pertinenza del testo dell’annuncio, dal rendimento storico della parola chiave, dalla qualità della pagina di destinazione dell’annuncio e da altri fattori di pertinenza.

Quanto sopra può indurre a pensare che il QBB funzioni solo quando le keywords hanno acquisito uno storico relativo all’account di riferimento. Questo è parzialmente vero. Nel caso di una parola chiave mai usata all’interno del proprio account, infatti, il sistema prende in considerazione lo storico globale (ossia relativo a TUTTI gli account AdWords) che quella keyword ha accumulato nel tempo. E in base a ciò stabilisce l’offerta minima.

Una volta che la keyword inizia a girare nell’account, vale lo storico che quella parola chiave fa registrare all’interno di quel determinato account. Questo significa che per una medesima keyword un inserzionista può pagare un minimum bid diverso rispetto ad un altro advertiser.

Molto dipende, dunque, dalla performance dell’annuncio legato ad una determinata parola chiave. In sostanza è possibile arrivare a pagare il minimum bid se vengono soddisfatti pienamente i requisiti menzionati sopra.

AdWords anche su carta stampata

Domenica 12 Febbraio 2006

Google AdWordsA novembre si parlava di progetto pilota, oggi è una certezza. Gli inserzionisti AdWords (quelli americani per ora) possono biddare per acquisire spazi pubblicitari su stampa cartacea. Quasi trenta le testate sui cui si può pianificare, suddivise in tre categorie: lifestyle, hi-tech e motori. Tre i formati previsti: pagina intera, mezza pagina e “quartino”. Google fornirà i dati sulla diffusione, la readership e il target (caratteristiche demografiche, psicografiche, ecc.).

La prima scadenza è fissata per il 20 febbraio prossimo. Google sconterà automaticamente le offerte così che il vincitore si aggiudicherà lo spazio con il minimo necessario per battere il bid più alto.

Testing AdWords Editor…

Domenica 5 Febbraio 2006

Google AdWordsFinalmente ho iniziato a testare il nuovissimo AdWords Editor. L’interfaccia è semplice e immediata e la gestione delle operazioni è rapida ed efficace. Una volta scaricato l’account sul proprio PC, effettuare operazioni e cambiamenti è un gioco da ragazzi.

Vediamo alcune interessanti caratteristiche…

1) Velocità. Lavorare offline ha i suoi benefici…

2) Creazione gruppi/campagne. E’ possibile aggiungere annunci multipli e keywords in una volta sola.

3) Upload. Una volta effettuati i cambiamenti, è possibile fare un unico upload per aggiornare le campagne online.

4) Download. Scaricare le campagne non prende molto tempo (dipende dalle dimensioni dell’account). E’ possibile effettuare bulk downloads (in csv).

5) Ricerca. Il tool di ricerca è molto potente e veloce.

Mancano ancora molte features. Ma è solo questione di (poco) tempo…

AdWords Editor

AdWords Editor

Giovedì 26 Gennaio 2006

Google AdWordsAncora in versione beta e scaricabile solo su invito, Google AdWords Editor è un’applicazione che consente di scaricare il proprio account AdWords sul PC, effettuare modifiche e aggiunte e ricaricare le campagne revisionate. Il tutto attraverso un’interfaccia semplice ed intuituva.

Molte le limitazioni rispetto al pannello AdWords accessibile online. Ma non credo ci vorrà molto per colmare tali lacune ;-)

AdWords: Tracciare search e content separatamente

Sabato 14 Gennaio 2006

Google AdWordsSe usate un software di tracking o avete accesso ai vostri files di log, vi sarà possibile tracciare separatamente i clicks search da quelli content. Il sistema si chiama Fast Track e consiste nel creare un URL di destinazione univoco per ogni keyword, per poi aggiungervi alcuni semplici parametri.

Ad esempio, per l’url www.infotuosito.com, potete usare il seguente tag:

www.infotuosito.it?type={ifsearch:GoogleAdWordsSearch}{ifcontent:GoogleAdWordsContent}

Utilizzando questo codice, il vostro sistema di monitoraggio sarà in grado di identificare quanti visitatori accedono al sito tramite AdWords.

I clicks sull’annuncio AdWords provenienti da Google o da un sito del network di ricerca vengono visualizzati nei logs in questo modo:

www.infotuosito.it&type=GoogleAdWordsSearch

I clicks provenienti dal network di contenuti (AdSense) vengono invece visualizzati così:

www.infotuosito.it&type=GoogleAdWordsContent