Il vero marketing

16 Ottobre 2007

Perche’ non condividere alcune perle di (internet) marketing? Ecco la prima.

Marketing non e’ l’arte di vendere cio’ che si produce, ma di sapere cosa produrre. E’ l’arte di identificare e capire i bisogni dei consumatori e creare soluzioni che diano soddisfazione ai clienti, profitti ai produttori e benefici agli azionisti.

Philip Kotler

Siti Web: Il decalogo dell’eccellenza…

13 Ottobre 2007

…by Seth Godin.

Non credo proprio che Seth abbia bisogno di presentazioni. Il suo ultimo libro, The Dip, e’ uno di quei pocket books che porteresti sempre con te a mo’ di Bibbia tascabile. Un testo che lascia il segno e apre gli occhi. Insomma, un must.

Vabbe’, dicevo, Seth Godin ha stilato il suo personalissimo vademecum per i siti di eccellenza. E secondo me val la pena riportarlo.

1. No al comitato. Nessun grande sito nella storia e’ stato concepito da piu’ di 3 persone. Mmm… Google: Sergey & Larry, Yahoo: Jerry Yang & David Filo, Amazon: Jeff Bezos… si’, in effetti ci possiamo stare ;-)

2. Cambia il modo di interagire. Un grande sito e’ semplice e allo stesso tempo innovativo. Il che significa che ti insegna qualcosa di nuovo, un nuovo modo di interagire, di connetterti, ma allo stesso tempo sai gia’ come usarlo.

3. Meno. Meno parole, meno pagine.

4. Quel che funziona, funziona. La Teoria e’ irrilevante. Geniale ;-)

5. Pazienza. Ci sono siti che funzionano alla grande da subito. Altri invece hanno bisogno di essere testati e migliorati. Ad un certo punto arriva il momento del lancio. Ebbene tieni duro, nonostante le critiche.

6. Misura. Se non stai migliorando, se i risultati sono negativi, uccidi il sito. Dovresti leggere The Dip per capire meglio in concetto.

7. Molti siti dicono “guardami”. Il tuo obiettivo dovrebbe essere “ecco cio’ che stai cercando”. In inglese Seth gioca con “look at”/”look for”.

8. Se hai bisogno di un professionista, prenditi il migliore e fagli fare il suo lavoro. Dieci consulenti mediocri che lavorano in perfetta armonia non riescono a fare il lavoro di una “rock star”.

9. Una voce, una visione.

10. Non adagiarti sugli allori. Mi e’ piaciuto tradurlo cosi’ ;-)

Storie dell’altro mondo: Organic o Paid?

10 Ottobre 2007

Spesso si parla di SEO e Paid Search come di due alternative.

L’adagio suona pressapoco così: realizza un buon sito, fallo piacere ai motori e lavora per posizionarlo il piu’ in alto possibile per le keywords strategiche; se la strategia non funziona o diventa “time consuming”, allora buttati nell’arena del Paid Search.

Insomma, la storia è sempre la stessa: Organic o Paid? Dì la verità… in passato l’hai pensato pure tu…

La risposta (ormai avvalorata da tutti i gli addetti ai lavori) è che non si tratta di alternative, ma di due tattiche all’interno di una medesima strategia di marketing.

Problema “old fashioned”, dunque?

Nemmeno per idea. Immaginiamo che l’ottimo lavoro SEO svolto dal tuo guru di fiducia (o proprio da te, se rientri nella ristretta cerchia dei guru), ti sia valso la prima pagina per alcune keywords importanti. All’incalzante senso di onnipotenza che si manifesta al grido di “ho capito come funziona Google”, subentrano pian piano tutta una serie di dubbi amletici.

Ed ecco allora materializzarsi nella tua testa due entità metafisiche, venute appositamente per tormentarti. Una è una mora strafiga, inguainata in una calzamaglia rossa, con due graziose protuberanze appena accennate sulla testa e due, invece, belle in vista all’altezza del petto. Si chiama Lucy. L’altro (è un lui) si chiama Gabry, ha la faccia da saputello e un paio di ali che spuntano da dietro la schiena.

Ed eccoli: uno (il secchione con l’aureola) sulla spalla destra e l’altra (la gnocca con le corna) sulla spalla sinistra.

Lucy: Perché pagare clicks quando potresti averne gratis?

Gabry: Forse perché puoi triplicare il click-through rate, aumentando ulteriormente la visibilità del tuo sito?

Lucy: Non dar retta al secchione! Lascia perdere AdWords e lavora ancora di piu’ sull’ottimizzazione. Ti ci vorrà un po’, ma se il lavoro è ben fatto, verrai indicizzato per molte altre combinazioni di keywords e difficilmente perderai le posizioni che avrai raggiunto…

Gabry: Sì, stai fresco! Ti ci vogliono mesi. Perche’ perdere traffico potenzialmente interessato a quello che offri? Scegli le keywords, scrivi annunci accattivanti e avvia le campagne. Potrai accelerarle e rallentarle, spegnerle e riaccenderle a tuo piacimento.

Lucy: Ridicolo! Rischiare di apparire due volte per una medesima keyword… che figura fai con gli utenti? Finiranno col cliccare altrove…

Gabry: Al contrario… apparire fra i risultati sponsor può conferirti quella credibilità che non necessariamente otterresti tramite SEO. L’investimento economico rappresenta spesso e volentieri una soglia che soltanto aziende di un certo tipo sono disposte a varcare…

Al che ti metti le mani fra i capelli (se, a differenza mia, hai la fortuna di averne ancora) e inizi ad imprecare in tutte le lingue che conosci, sperando che un fuggevole frammento di lucidità ti dia la forza di prendere la decisione giusta.

Se fossi in te darei retta al secchione. Per carità, con la gnocca puoi sempre organizzare qualcos’altro… ;-)

Le nuove meraviglie di ASK

9 Ottobre 2007

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Il nuovo ASK.com. Forse varrebbe la pena provare altri motori oltre a Google, no? Almeno in UK. Nella Terra del Vaffanculo Day, invece, gira ancora la versione anteguerra

YSM: La qualita’ sbarca anche in Italia

3 Ottobre 2007

Yahoo Search MarketingRicevo e pubblico.

Yahoo! Search Marketing ha annunciato il lancio, previsto per la terza settimana di ottobre, del nuovo modello di posizionamento delle inserzioni sul mercato italiano. Con il nuovo modello, tutti gli annunci pubblicitari di Yahoo! Search Marketing verranno classificati in base alla qualità, oltre che dal prezzo dell’offerta. […]

Attualmente, gli annunci pubblicitari vengono classificati in base all’importo dell’offerta, ovvero più alta è l’offerta, più l’annuncio viene visualizzato in alto nella pagina con i risultati della ricerca. Quando il nuovo modello di posizionamento entrerà in vigore, la posizione relativa degli annunci pubblicitari sarà determinata sia dall’importo dell’offerta sia dalla qualità dell’inserzione. La qualità di un annuncio pubblicitario sarà determinata dalle sue performance storiche nel nuovo sistema e dalle previsioni delle performance in relazione agli altri annunci visualizzati contemporaneamente. Le inserzioni con qualità superiore riceveranno in generale un migliore posizionamento nella pagina dei risultati.

Anche da noi, dunque, si sta per completare la transizione verso Panama. L’obiettivo di Yahoo e’ ovviamente quello di creare un modello del tutto simile a quello (vincente) di Google, dove la “blind auction”, unita fattori qualitativi che a volta sfiorano l’impalpabile, di fatto hanno portato ad un netto aumento del click medio.

Che dire? Mi auguro che YSM riesca in questo modo ad aumentare (se non altro sensibilmente) la propria market share. Anche se il problema, piu’ che commerciale, secondo me e’ di percezione dell’utenza. Per bravi che siano i sales di YSM, il traffico di Google e’ sempre (e purtroppo) lontano anni luce.

AdWords: Monitorare le ads nella Rete Content

2 Ottobre 2007

Google AdWords

Si chiama Rapporto sul rendimento della pubblicazione ed è un nuovo tipo di rapporto disponibile nel Centro rapporti AdWords che fornisce i dati sul rendimento sito per sito (clicks, impressions, costi e conversioni) per i i siti affiliati alla Rete di Contenuto in cui sono state visualizzate le ads.

Il vantaggio di visualizzare i propri annunci nella Rete di Contenuto (AdSense) consiste ovviamente nella possibilita’ di aumentare il traffico verso il proprio sito. Lo svantaggio e’ che fino a qualche tempo fa non era possibile sapere dove venivano pubblicati gli annunci, col rischio di prendere traffico non qualificato.

Il Rapporto sul rendimento della pubblicazione consente di monitorare il rendimento degli annunci che appaiono nella Rete Content e quindi agire in modo da migliorarne il ROI (magari cambiandone il testo o addirittura “blacklistando” il sito indesiderato).

Per maggiori informazioni su come creare il rapporto, cliccate QUI. Per sapere come impedire la visualizzazione dei propri annunci su particolari siti web, andate QUI.

AdWords: Ottimizzare le conversioni

30 Settembre 2007

Google AdWordsIn principio era il CPC.

Dato un determinato Costo di Acquisizione, si impostano i CPC in modo da raggiungere il CPA desiderato. Quando quest’ultimo aumenta, si analizzano le campagne per scovare gruppi e kws poco performanti ed eventualmente si abbassano i bid. Al contrario, quando il CPA diminuisce, conviene aumentare i CPC per spingere il traffico e fare più conversioni. Il tutto a mano. A meno che non si disponga di un bid management tool o si paghi un’agenzia che fornisca tale servizio.

Oggi è il CPA.

In linea con l’ormai palese strategia di disintermediazione, Google consente agli inserzionisti di impostare un costo di acquisizione ed ottimizzare automaticamente le conversioni. Una volta settato il CPA, lo strumento per ottimizzare le conversioni gestisce i costi cambiandoli nel tempo e pubblicando gli annunci solo quando è più probabile che si realizzino delle conversioni.

Per poter utilizzare il tool, è necessario che il monitoraggio delle conversioni sia abilitato e che nella campagna si siano realizzate almeno 300 conversioni negli ultimi 30 giorni (più dati ci sono, ovviamente, più il software funziona meglio).

Maggiori informazioni QUI.

A Microsoft e Google interessa Facebook

27 Settembre 2007

Siamo nel bel mezzo di una vera e propria smania da Internet sociale. Youtube, MySpace, Bebo e ovviamente Facebook (i cosiddetti social networks), rappresentano ormai il presente e il futuro della Rete. Giusto o sbagliato che sia, gli addetti ai lavori e gli analisti vi intravedono potenzialità pressoché immense. Forse anche troppo, al punto che talvolta sembra riaffacciarsi il fantasma della bolla speculativa di fine anni ‘90.

Prova ne è che tanto Google quanto Microsoft avrebbero intenzione di acquistare una partecipazione azionaria in Facebook. Si parla di una cifra che va dai 300 ai 500 milioni di dollari per aggiudicarsi appena il 5% della torta. Non proprio bruscolini dal momento che Facebook ha fatto registrare “solo” 150 milioni di fatturato e 30 di profitto.

Corsi e ricorsi storici? Auguriamoci di no e aspettiamo che Google ci presenti la sua Second Life, un mix di social networking, modellazione 3D e videogiochi.

Back at last!

26 Settembre 2007

La lunga pausa da Blog è finita. Il lavoro (sempre più challenging), la nuova vita (irlandese) e il desiderio di staccare, quando possibile, le dita dalla tastiera, mi hanno convinto della necessità di prendermi dei mesi sabbatici.

Di cose nel frattempo ne sono successe, eccome. Il mercato Internet si muove alla velocita’ della luce e stargli dietro non e’ facile nemmeno per chi ci lavora.

Due cose (fra le miriadi di news sparse per la Rete) hanno attirato la mia attenzione.

Mentre Google si e’ mosso sempre più decisamente verso il mercato mobile (leggete qui e qui), Yahoo ha acquisito Blue Lithium (società specializzata in behavioural targeting) per 300 milioni di dollari. Dopo l’affaire DoubleClick, è l’ennesima conferma del ritorno in auge del display advertising, ovviamente con tecnologie e potenzialità diverse rispetto a 10 anni fa.

Per quanto riguarda il “mio piccolo mondo”, invece, GoAdv SA (la holding francese a capo del gruppo GoAdv) si e’ quotata all’Alternext di Parigi, a coronamento di quattro anni duri, ma ricchi di soddisfazione. Iniziare un’attività da zero e vederla crescere a questo ritmo (siamo circa 60 persone fra le 3 sedi di Dublino, Roma e Pisa) è quanto di meglio possa augurare a qualsiasi collega.

Presto un paio di post su alcune nuove interessanti funzionalita’ di AdWords. Stay tuned ;-)

What’s next?

10 Giugno 2007

…si chiede Mauro. Dopo le menate sul Web 2.0, l’ascesa dei blog (e dei bloggers), il potere (ma e’ vero?) dei consumatori… cosa c’e’ dopo? La risposta verrebbe spontanea: boh.

Diciamo sempre le stesse cose. E’ verissimo.

L’evoluzione/rivoluzione della comunicazione d’impresa esiste ed e’ addirittura tangibile (udite, udite!). Il piccolo dettaglio e’ che per toccarla occorre passare i confini del nostro Bel Paese e far rotta verso Nord (per non parlare Oltreoceano).

La verita’ e’ che in Italia il “vero lavoro” dovrebbe avvenire dietro le quinte, non nei convegni. Altrimenti ha ragione Massimo a pensare che il tutto si riconduca ad un buy more banners

Insomma, secondo me dovremmo semplicemente finirla di parlarci addosso.

Laif is nau. Mettiamo in moto l’economia e poi facciamo tutti i Media Agency Days del mondo…

Spero che Mauro mi perdoni questa piccola polemica ;-)


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