Reazioni all’Affaire DoubleClick

18 Aprile 2007

GoogleL’acquisizione di Doubleclick da parte di Google non poteva che far scalpore. Non solo perche’, come osserva Massimo Mantellini, l’accostamento delle due aziende e’ un po’ come associare il diavolo e l’acqua santa.

L’affaire Doubleclick solleva tutta una serie di questioni legate all’evidente monopolizzazione del mercato da parte di Google (onta di cui a suo tempo si era macchiato lo stesso Bill Gates), scatenando reazioni di ira e frustrazione fra gli inermi competitors.

Microsoft, peraltro interessata all’acquisto di Doubleclick, resta virtualmente al di fuori del mercato pubblicitario online. Yahoo, societa’ che da sempre domina nel display tentando affannosamente di compensare il gap che la separa da Google, si prepara a subire l’ennesimo assalto. Anche da AOL e AT&T arrivano segnali di malcelata inquietudine.

Il perche’ e’ presto detto.

Non e’ tanto per il portafoglio clienti/agenzie/editori che Google prendera’ in dote (pure significativo).

Pensate piuttosto all’enorme quantita’ di dati che Doubleclick ha accumulato in oltre 10 anni di attivita’. Gli algoritmi che hanno realizzato (e stanno perfezionando) a Mountain View sono ingordi di metriche. Piu’ ve ne sono, meglio funzionano. E Doubleclick fornirà quantita’ mostruose di informazioni quotidiane sui CTR, l’efficacia dei formati pubblicitari, ecc.

Si dice che Google iniziera’ a piazzare cookies di tracciamento nei PC degli utenti. Una pratica che ha da sempre cercato di evitare. Ma grazie alla tecnologia di Doubleclick, questi cookies potranno migliorare la rilevanza degli annunci cosi’ da renderli sempre piu’ targetizzati ed in linea con i gusti degli utenti.

Le proteste dei competitors sono, insomma, piu’ che giustificate. Parliamoci chiaro, Google sta comprando di tutto. In una sorta di “ritorno dal futuro”, qualcuno ha addirittura profetizzato l’acquisto di Internet da parte della societa’ di Mountain View. Stiamo dunque entrando nello scenario fantascientifico paventato ironicamente da EPIC nel 2004?

Mai come oggi brindiamo malinconicamente alla nascita del nuovo soggetto unico della pubblicita’ online. E abbiamo chiari segnali che l’espansione non si fermera’ certo qui. TV, radio e stampa sono nel mirino. The Matrix is all around us…

Infine un’ultima considerazione. Per chi (come a me) ha a lungo pensato ingenuamente ai ragazzotti di Mountain View come ai romanticoni del “don’t be evil”, ai pionieri della “organizzazione delle informazioni in rete”, agli utopisti della “centralita’ dell’utente”, l’acquisizione di Doubleclick dimostra (semmai ve ne fosse stato bisogno) che Google ha abbracciato il business a qualsiasi costo. In barba ad ogni filosofia sbandierata con orgoglio fino a qualche tempo fa.

Massimo Mantellini parla di “fine dell’innocenza”. Mai espressione e’ stata piu’ azzeccata.

Peccato pero’…

Google acquisisce Doubleclick

14 Aprile 2007

DoubleclickGoogle ha annunciato l’acquisizione di Doubleclick, azienda che sin dagli albori di Internet (1996) fornisce servizi pubblicitari per inserzionisti e publishers.

Google in sostanza disporrà di un ad inventory più ampia e di una serie di strumenti che consentiranno una migliore pianificazione delle campagne online.

Il costo dell’acquisizione è pari a $ 3,1 miliardi. Curioso di leggere le prime reazioni. Intanto leggetevi il comunicato stampa.

Quick Updates

12 Aprile 2007

Poco tempo da dedicare all’attivita’ di blogging, eppure tante notizie che val la pena diffondere e condividere con tutti voi (ci siete ancora??). Ma come faranno alcuni miei colleghi a scrivere anche un post al giorno? Mah! Mi piacerebbe conoscere il segreto :-D

Bando alle ciance.

MOBILE SEARCH

Yahoo ha lanciato un nuova piattaforma attraverso la quale gli inserzionisti potranno pubblicare annunci pubblicitari (testuali, display e video) sui servizi mobile di Yahoo e dei publishers che aderiranno al network.

E’ finalmente l’anno della mobile search? A giudicare dall’aggressivita’ con cui Yahoo sta entrando nel mercato mobile, direi di si’. E lo credo bene. In questo caso il divario con Google e’ tutt’altro che incolmabile.

A proposito. Dopo mesi di test, Google apre a tutti la propria piattaforma di mobile search. Botta e risposta. Chi segue questo mercato non si annoia di certo…

NEWS FROM GOOGLE

Se siete negli USA, provate a digitare il 411. Si tratta di un nuovo servizio che, sfruttando il motore di Google Maps, consente di cercare e trovare info senza essere connessi ad Internet. Google 411 riesce a tracciare la provenienza della chiamata e invita l’utente ad indicare cio’ che sta cercando. I risultati possono essere comunicati via voce o attraverso un SMS.

Dal telefono alla TV. Google ha annunciato la creazione di una nuova piattaforma pubblicitaria automatizzata che girera’ su EchoStar Dish Network. In sostanza Google avra’ accesso all’inventory di DISH e potra’ rivenderlo ai propri clienti fornendo contestualmente reportistiche sugli acquisti. Il sistema sara’ “AdWords Style”, quindi consentira’ agli inserzionisti di biddare per acquisire gli spazi. I reports permetteranno il monitoraggio delle performance in tempo reale. I dati verranno accumulati in forma completamente anonima direttamente dai 4 milioni di box che DISH commercializza.

ADWORDS NEWS

Ricordate il Website Optimizer? E’ quel tool che consente di sperimentare diversi titoli, testi ed immagini in modo da stabilire quale combinazione si traduce in un auento delle conversioni. Ebbene, Website Optimizer e’ uscito dal beta test ed e’ ora a disposizione di tutti. Potete richiederlo qui.

Qualche settimana fa Google ha lanciato, in beta test sul mercato US, il cosiddetto pay-per-action, ovvero il pricing model che consente agli inserzionisti di pagare soltanto in base ad azioni definite (ad es. un lead, un sale, una page view) a seguito di un click su un annuncio comparso nei siti della rete di contenuti di Google. Inside AdWords pubblica un post di risposte ad alcuni dei dubbi sollevati nei giorni scorsi dagli advertisers. Vi invito a leggerlo, tenendo a mente che per attivare il Website Optimizer bisogna far uso del tracking di Google. E ovviamente essere inserzionisti statunitensi ;-)

YSM

A parte la graduale release di Panama (cui accennavo qualche tempo fa), vi segnalo che Yahoo diminuira’ la lunghezza degli annunci dagli attuali 190 caratteri a 70. C’e’ tempo fino a giugno per accorciare le ads. Chi non provvede si ritrovera’ i propri annunci… inesorabilmente… tagliati.

Ask contro il monopolio di Google

6 Aprile 2007

Asl vs Google

Nel Regno Unito e’ iniziata la Rivoluzione.

Sui treni e nelle stazioni della metropolitana londinese sono apparsi manifesti che invitano ad opporsi al monopolio dell’informazione online.

Monopolio. Informazione online. Microsoft?

Negli anni ‘90 l’associazione sarebbe stata scontata. Nel 2006, invece, Bill Gates si e’ messo a fare volontariato e la parte del cattivo va di diritto al trio di Google: Larry Page, Sergei Brin ed Eric Schmidt. Sono loro a monopolizzare il mercato dell’informazione online. Non solo in UK, ma in molti altri Paesi del mondo.

E cosi’ Ask si fa portavoce della Rivoluzione attraverso una campagna multimediale (TV, stampa, affissione) che fa gia’ discutere.

Ennesima trovata pubblicitaria o concreto campanello d’allarme? Entrambe le cose probabilmente.

In qualunque modo la pensiate, si tratta di una iniziativa originale.

Chi volesse saperne di piu’, puo’ visitare il sito information-revolution.

ADVance entra nel gruppo NetBooster

27 Marzo 2007

E’ ufficiale. ADVance annuncia oggi il suo ingresso in NetBooster (FR0000079683 – ALNBT), agenzia interattiva leader in Europa quotata al mercato Alternext di Euronext Parigi.

Il management di ADVance e tutti i suoi collaboratori sia di Roma che di Milano vengono confermati nelle proprie posizioni. I manager cedenti di ADVance, inoltre, diventano azionisti del gruppo NetBooster.

Un sincero in bocca al lupo a Luca, Floriana, Federica, Silvio e gli altri “ex” compagni di avventura! :-)

Click Fraud: i numeri di Google

16 Marzo 2007

Ecco la sintesi degli ultimi studi compiuti da Google e pubblicati su Inside AdWords.

Click Fraud: I numeri di Google

Il succo del discorso è questo. Mediamente meno del 10% dei clicks generati da AdWords è fraudolento. Di questi, solo lo 0,02% viene individuato “reactively”, ossia è frutto di investigazioni effettuate da Google a seguito di segnalazioni da parte degli inserzionisti. Il restante 9,98% viene eliminato “proactively”, ovvero attraverso un filtro a monte operato da algoritmi e analisi manuali.Dati che circolavano da tempo.

Meno male che in Europa per ora ci limitiamo (più o meno) a guardare.

E la telenovela continua…

AdWords: Quality Score nel segno della trasparenza

28 Febbraio 2007

Google AdWordsOrmai è storia vecchia. Dopo il lancio del nuovo algoritmo nell’agosto 2005 e gli aggiornamenti di dicembre 2005, luglio e novembre 2006, Google ha nuovamente aggiornato il Quality Score. Stavolta con meno polemiche.

Non ci sono stati cambiamenti sostanziali, almeno non tali da impattare in modo drastico sulle campagne (come invece è successo in passato). Il tutto si è risolto in un aggiornamento della “prediction confidence” dell’algoritmo, ovvero della capacità di migliorare il quality score nei casi in cui i dati a disposizione di Google sono scarsi.

Il risultato è un miglior QS di partenza per gli annunci nuovi o con poco storico. Il che implica la riattivazione di molte keywords precedentemente disattivate a causa dell’aumento dei minimum bids. Nei casi di particolare “poor user experience”, per contro, l’algoritmo non avrà pietà e determinerà un aumento sostanziale dell’offerta minima.

Nulla di particolarmente eclatante, dunque. Il QS continua a prendere in considerazione lo storico delle keywords, la pertinenza di queste ultime in rapporto agli annunci, la qualità delle landing pages e altri fattori.

La vera novità, semmai, è costituita dall’introduzione della nuova colonna del Quality Score. Great, OK e Poor sono i giudizi espressi dall’algoritmo ed associati alle keywords. Ovviamente migliore il giudizio, più basso il minimum bid. Nel caso di valutazioni poco lusinghiere (spesso accade per parole chiave molto generiche), le soluzioni sono 2: provare keywords più specifiche oppure cambiare la landing page.

Think as a user

28 Febbraio 2007

Un errore comune in fase di ottimizzazione è quello di privilegiare la struttura mettendo in secondo piano i contenuti. Troppo spesso si pensa, erroneamente, che sia sufficiente scopiazzare qua e là per accontentare l’algoritmo magico.

In realtà mai come oggi il contenuto è re. Un interessante articolo su SEOBook ci presenta un vademecum per piacere agli utenti e di conseguenza a Google.

Vi indico qualche highlight. Il resto lo lascio a voi.

1) Scrivete per la gente (non per i motori, aggiungerei)

2) Usate paragrafi brevi (non di 400 parole) e separati fra loro.

3) Formattate il contenuto.

4) Usate titoli e sottotitoli, immagini ed elenchi puntati, insomma tutto quello che può aumentare la leggibilità del testo.

5) Siate autorevoli (gli opinion leaders esercitano sempre un certo fascino).

6) Scrivete con stile.

7) Se scrivete per fare business, occhio al ROI (ma questo mi pare più scontato!).

Facile, no? Provateci.

Ha 12 anni… impariamo da lui!

28 Febbraio 2007

David WilkinsonQuando ho letto l’articolo scritto da David Wilkinson, 12 anni, inglese di Manchester, non volevo credere ai miei occhi. Alla sua età guardavo Holly & Benji e Ken il Guerriero, avevo un Amiga 500 e passavo i pomeriggi a giocare a Kick Off (qualcuno se lo ricorda??) e Ghost & Goblins.

David fa paura. Appassionato di Internet, pro blogging e golf, il ragazzino inglese a soli 12 anni è già un fenomeno della Rete, tanto da meritarsi un paio di interviste radiofoniche alla BBC.

Ma ciò che stupisce è la disinvoltura con cui dispensa consigli per aumentare la visibilità del proprio blog.

Prima si butta sul marketing:

Community, communication, consideration, the three founding principals of marketing your blog to an audience, whether general, or specific.

Poi passa al “tecnichese”:

If you’re somebody with a very mature blog, that is several months or more old, you can now focus on the technical side of things, which is mainly down to the spiders. If you’ve been blogging this long, then if you’re not on your own domain, or hosting, I recommend it, as it allows for greater flexibility, design and SEO. Search engine optimization? Yep! A Google Sitemap can be stuck on your server for the Google-Bot and metatags can be added, which let you pre-define information about your page automatically, such as the author, a description, keywords and feed information. This also makes usability easier for feed-ready browsers like Firefox and Internet Explorer 7.

Per carità, niente di tremendamente originale. Ma a 12 anni, cavolo…
Visitate il suo blog. Scoprirete un ego piuttosto pronunciato. E un modo di scrivere che ha ben poco del dodicenne. Speriamo non si bruci…

Bravo David! ;)

AdWords: CPC per il Site Targeting

25 Febbraio 2007

Google AdWordsPer chi non lo sapesse, il Site Targeting di AdWords consente agli inserzionisti di scegliere i siti della Rete di Contenuto di Google sui quali veicolare creatività testuali e/o grafiche pagando a CPM (cost per mille impressions).

A partire da marzo Google testerà una nuova feature che permetterà agli advertisers (per ora solo US) di effettuare campagne di Site Targeting a CPC (cost per click). Il che si traduce, ovviamente, in maggior flessibilità e controllo da parte degli inserzionisti, i quali potranno da una parte pianificare in siti selezionati e dall’altra mantenere la stessa accountability che garantisce la Rete di Ricerca. A tutto beneficio del ROI.

Continua la disintermediazione…


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